Pavia, 16 marzo 2018 - Parte la procedura comunitaria per fermare le importazioni di riso a dazio zero dai Paesi asiatici che nell’ultimo anno hanno dimezzato le quotazioni riconosciute agli agricoltori italiani. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che è stata pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea l’avviso di apertura di un'inchiesta di salvaguardia relativa alle importazioni di riso originario dalla Cambogia e dalla Birmania da dove nell’ultimo anno ne sono arrivati in Italia 22,5 milioni di chili.

La procedura sollecitata dalla Coldiretti segue l’invio a Bruxelles del dossier integrato per la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia a tutela del settore risicolo dalle importazioni a dazio zero dai Paesi asiatici da parte dei ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo Economico il 24 novembre scorso, con l’obiettivo di fermare la possibilità di esportare verso l'Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero. "Un passo importante e urgente – sottolinea la Coldiretti - nei confronti dell’invasione da Paesi come la Cambogia e la Birmania da dove sono triplicate nell’ultimo anno le importazioni in Italia di riso greggio raccolto anche sui campi della minoranza Rohingya costretta a fuggire a causa della violenta repressione. Un pacco di riso su quattro venduto in Italia contiene prodotto straniero con la produzione asiatica che rappresenta circa la metà del riso importato in Italia."Non è accettabile che l’Unione europea continui a favorire con le importazioni lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani nell’indifferenza generale”, ha affermato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo.

I prezzi riconosciuti agli agricoltori italiani, spiega la Coldiretti, hanno fatto registrare contrazioni consistenti per le principali varietà di riso che vanno dal -58 % per l’arborio al -57 % per il carnaroli, dal -41 % per il roma al -37% per il cialone nano. "La crisi è dunque drammatica e mette a rischio il primato nazionale in Europa dove l’Italia – rileva la Coldiretti – è il primo produttore di riso con 1,5 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 234.300 ettari, che copre circa il 50 % dell’intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica". La procedura avviata dalla Commissione europea prevede un'nchiesta, aperta alle osservazioni di tutte le parti interessate, dalla durata massima di 12 mesi al termine della quale se saranno provate le “gravi difficoltà” con il “deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie” in termini di occupazione o redditi, la Commissione potrà proporre un atto di esecuzione che, dopo l’accordo degli Stati membri, dovrà avere anche il via libera di Parlamento e Consiglio. Le misure di salvaguardia non possono durare più di tre anni, anche se è possibile una proroga.