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9 apr 2021
9 apr 2021

Alta tensione tra Russia e Ucraina e venti di guerra nel Donbass

 Scambio di accuse sul movimento di truppe  a ridosso dei confine dell'autoproclamata Repubblica e l'ipotizzato ingresso di Kiev nella Nato

9 apr 2021

Mosca (Russia) 9 aprile 2021 - Torna a livelli altissimi la tensione tra Russia e Ucraina nella regione contesa del Donbass. Russia e Ucraina si accusano a vicenda di aver spostato grossi contingenti di truppe a ridosso dei confine dell'autoproclamata Repubblica e l'ipotizzato ingresso di Kiev nella Nato che per Mosca  "aggraverebbe ulteriormente la situazione". 

Il Cremlino vede  sempre più vicina una possibile minaccia di ripresa di una guerra civile in Ucraina: "siamo davanti ad atti provocatori lungo la linea di contatto. Sono le forze armate dell'Ucraina che hanno intrapreso un percorso verso l'escalation di questi atti provocatori, e stanno continuando questa politica. Queste provocazioni tendono a intensificarsi. Tutto questo sta creando una potenziale minaccia per la ripresa di una guerra civile in Ucraina". Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov ha confermato che in una conversazione telefonica l'8 aprile la cancelliera tedesca ha chiesto a Putin "la riduzione" del rafforzamento delle truppe russe nei pressi dei confini con l'Ucraina. La risposta del presidente sarebbe stata secca: siamo liberi di spostare le nostre forze armate, qualsiasi unità sul territorio della Russia a nostra discrezione. 

Per la  portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova,la situazione nel Donbass rimane complicata e tende a peggiorare a causa delle "intenzioni bellicose di Kiev, ancora guidata dall'illusione che ci possa essere una soluzione militare al conflitto nel sud-est del paese". "Truppe ed equipaggiamenti militari vengono dispiegati nella regione e i piani di mobilitazione vengono aggiornati", ha notato. "I media ucraini stanno fomentando l'isteria basata sul mito della minaccia russa, sostenendo che Mosca ha intenzione di attaccare l'Ucraina nel prossimo futuro. Gli sponsor occidentali di Kiev sostengono apertamente la maggior parte degli sviluppi".

La minaccia di Mosca 

La Russia non esclude di intervenire in soccorso delle forze separatiste nell'Est dell' Ucraina. "Tutto dipende dalla scala della conflagrazione", ha affermato il vice capo dell'Amministrazione del Cremlino, Dmitry Kozak. "Se, come dice il nostro Presidente, nel Donbass c'è una situazione come quella di Srebrenica, dovremo probabilmente difenderli".

La mossa ucraina

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha lanciato nei giorni scorsi un appello alla Nato chiedendo di "accelerare" il processo di adesione del suo Paese perché solo così, entrando sotto l'ombrello protettivo dell'Alleanza Atlantica, si potrà fermare la guerra. "Il piano d'azione di adesione alla Nato sarà l'unico vero segnale per la Russia", ha detto chiaro e tondo al segretario generale Jens Stoltenberg. Intanto l'esercito ucraino ha escluso di intraprendere un'offensiva contro i separatisti filo-russi. "La liberazione dei territori temporaneamente occupati con la forza porterà inevitabilmente alla morte di un gran numero di civili e perdite tra i militari, cosa inaccettabile per l'Ucraina", ha dichiarato il capo dello staff generale delle forze armate ucraine, Ruslan Khomchak

La risposta americana

Intanto prime contromosse militari di Washington: gli Stati Uniti invieranno la prossima settimana attraverso il Bosforo due navi da guerra nel mar Nero, dove resteranno fino al 4 maggio. Lo riferiscono fonti del ministero degli Esteri turco, spiegando di aver ricevuto da Washington una notifica diplomatica al riguardo, come previsto dalla Convenzione di Montreux per il passaggio di navi militari attraverso lo stretto del Bosforo, che divide Istanbul in due parti. 

Scontri al confine

Nei giorni scorsi la milizia separatista dell'autoproclamata repubblica di Donetsk ha denunciato che un bambino di cinque anni è rimasto ucciso in un attacco con drone dell'esercito ucraino alla periferia dei Donetsk aggiungendo che nello stesso attacco una donna è rimasta ferita. Secondo un''indagine russa il 2 aprile «le forze di sicurezza ucraine hanno violato ancora una volta il cessate il fuoco e hanno lanciato un attacco con l'uso di armi pesanti e veicoli aerei senza equipaggio (droni) su infrastrutture civili".  Da giorni si registra una escalation di azioni militari lungo la linea di contatto in  Donbass, con violazioni del cessate il fuoco sia da parte delle milizie sia dell'esercito regolare.

I social 

Al di là delle dichiarazioni, altisonanti ma pur sempre parole, restano però i fatti. Sui social rimbalzano video, d'incerta attribuzione, che mostrano lunghe colonne di mezzi militari russi in viaggio verso le regioni (russe) limitrofe all'Ucraina. Mosca accusa Kiev di fare altrettanto. E mette in guardia Ue e Usa, veri «sponsor» dell'Ucraina, dal non cadere vittima delle sue provocazioni. 

 

L'analisi degi esperti 

Le mosse della  Russia sono interpretate in modi diversi a Washington, come ha spiegato il New York Times: alcuni funzionari dell'amministrazione di Joe Biden ritengono che il Cremlino, nonostante il clamore, non intenda rinnovare un'offensiva; altri sono preoccupati del fatto che gli obiettivi del presidente Vladimir Putin non appaiano chiari e che l'intenzione di testare il nuovo capo della Casa Bianca possa portare a una rapida escalation verso qualcosa di piu' serio. Le ipotesi sui possibili sviluppi sul campo sono molteplici: Mosca ha "zero interesse" in una vera pace per l'Ucraina e vuole mantenere il Paese il più' destabilizzato possibile, ha dichiarato il generale in pensione Frederick B. Hodges, che ha servito ai vertici del Comando americano in Europa; per l'analista Michael Kofman, invece, il Cremlino flette i muscoli per rianimare i colloqui di pace, spingere Kiev in una posizione negoziale meno favorevole e testare il reale impegno della Casa Bianca sul dossier; infine, c'e' chi come l'esperto militare James Sherr, dell'International Centre for Defence and Security di Tallin, vede nell'attuale escalation, seppure localizzata, una recrudescenza "drammatica, che nell'opzione più realistica sfocerà con il dispiegamento di peacekeeper russi lungo la linea di contatto, segnando così un altro punto a favore del Cremlino.

La storia

Una guerra figlia del dissolvimento dell'Unione sovieta e di confini che non sempre rispettano storia o origini delle popolazioni ma sono solo una linea tracciata sulla cartina geografica. Così è capitato che una popolazione in gran parte russa si sia ritrovata in Ucraina alle prese con una progressiva cancellazione della loro lingiua e costumi. Il conflitto è iniziato nel 2014, quando le truppe di Mosca avevano occupato la Crimea.  Dalla Crime a Donbass il fronte si è acceso. E da allora è stato un crescendo di scontri e recriminazioni tra Russia e Ucraina che, secondo alcune fonti, è costato la vita a 10 mila persone, per lo più civili . Le due città ribelli del Donbass, Donetsk e Luhansk, dove la popolazione è a forte maggioranza russa,  hanno costituito due Repubbliche indipendentiste ed è iniziata una guerra civile che dura sino ad oggi. Tra gli indipendentisti combattono tanti occidentali. Mercenari secondo Kiev, amanti della libera autodeterminazione secondo Donesk. L'accordo di Minsk del 2015 per pacificare la zona  tra il russo Vladimir Putin, l'ucraino Petro Poroshenko, Angela Merkel e François Hollande prevede il cessate il fuoco, una zona cuscinetto sul fronte ucraino il ritiro di eventuali truppe straniere ma in questi anni è stato più volte violato.

 

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