Mindaugas Kuzminskas (Lapresse)

Milano, 1 giugno 2018 - A due anni di distanza ritorna in finale per la conquista dello scudetto l’Emporio Armani Milano. Lo fa in una situazione particolare, vincendo bene la serie con Cantù e con solidità la semifinale con Brescia, ma sapendo che il suo obiettivo sarà raggiunto solo se il tricolore ritornerà sulle canotte biancorosse a metà giugno. Ovviamente il coach milanese non può che fermarsi sull’attualità e giudicare l’operato dei suoi nelle gare contro Brescia: «Sono contento perché avevo grande rispetto per la Leonessa Brescia. Dovevamo avere un approccio solido e dare un segnale subito. L’abbiamo fatto e siamo rimasti concentrati 40 minuti. Siamo stati bravi e lo siamo stati anche durante la stagione».

L'allenatore milanese allarga il campo dei commenti parlando di una squadra che ha cambiato ripetutamente pelle in questi mese ed ha saputo adeguarsi alle difficoltà dei vari infortuni che hanno cambiato il volto della squadra rispetto al progetto iniziale: «Dopo la Coppa Italia con l’infortunio di Theodore abbiamo capito in breve tempo che avremmo finito la stagione con un assetto diverso. È importante essere di nuovo in finale, averlo fatto vincendo tre volte in trasferta, e adesso vogliamo giocarcela sapendo che dovremo fare ancora meglio e fare tanta strada o tirare meglio rispetto alla qualità dei tiri costruiti Siamo consapevoli di essere un po’ indietro rispetto a dove volevamo essere ma proprio questa consapevolezza e questa umiltà ci è servita molto per non illuderci o restare solidi».

Chi ha fatto un clamoroso salto di qualità rispetto al finale di regular season è stato il lituano Mindaugas Kuzminskas che si sta rivelando il vero valore aggiunto in questi playoff. Nelle ultime 8 gare di stagione regolare aveva chiuso con 3.2 punti di media, mentre nei playoff ha quadruplicato le sue cifre a 12.7 fino ad esplodere in gara 4 con 24 punti segnati nella sua miglior prestazione della stagione, mentre non è un caso che la sua peggior prova sia concisa sia concisa con l’unica sconfitta nei playoff dei milanesi (solo 5 punti in gara 1 con Brescia): «E’ sicuramente cresciuto tanto - dice coach Pianigiani - però dobbiamo considerare la stagione particolare che ha avuto, arrivando a metà stagione dopo tanta inattività. Si è dovuto inserire nella squadra, capirne in meccanismi, poi ha patito un down fisico dovuto alla preparazione verso i playoff, ma ora sembra davvero che sia entrato al meglio nel gruppo».