Piatek e Kessie
Piatek e Kessie

Milano, 19 marzo 2019 - Doveva essere la notte perfetta, si è invece tramutata in un incubo ad occhi aperti. Perso il derby, perso il terzo posto, persa l’armonia nello spogliatoio (o, perlomeno, quella tra Kessie e Biglia). Il Milan si lecca le ferite, conscio che la pausa per le nazionali potrebbe essere un toccasana per rimettere assieme i cocci del vaso rotto. Una pausa, un ko dopo dieci risultati positivi. Ci può stare, s’intende, ma perdere il derby fa male. Perché il Diavolo aveva già assaporato la possibilità di mettere in cassaforte il terzo posto e di gettare nello sconforto i cugini nerazzurri, già alle prese con il caso Icardi, prima di subire il controsorpasso e ritrovarsi battuta e con il morale a pezzi. 

Una prova di maturità fallita alla quale si aggiunge la scarsa vena realizzata di Piatek: la sfida tra giovani bomber è stata vinta da Lautaro Martinez e il bilancio è impietoso per il polacco, visto che non è mai riuscito a essere pericoloso. Colpa dei compagni che lo hanno cercato poco, ma anche dell’ottimo lavoro di Skriniar e De Vrij: solo 15 i palloni toccati in 99 minuti dal polacco. Troppo poco per uno che non ha segnato ma ha comunque obbligato la difesa dell’Inter a guardia alta (per non dire dei gomiti). Dopo i sette gol nelle prime cinque partite, ritmi più blandi per l’ex Genoa: che dal 26 febbraio (giorno di Lazio-Milan 0-0 di Coppa Italia) al derby di domenica scorsa, ha messo assieme quattro presenze ed un solo gol. E non sarà un caso che il suo inceppamento è coinciso con quello di tutto il Milan, apparso con le pile scariche in questo ultimo periodo della stagione. 

I problemi, però, non si fermano a Piatek: perché anche Suso è risultato assente ingiustificato e la tanto osannata migliore difesa d’Europa nel 2019 è naufragata sotto i colpi di Vecino, de Vrij e Lautaro. Tre gol subiti, qualcosa che a Donnarumma era capitato solo una volta in stagione, il 25 agosto nella prima gara ufficiale dei rossoneri contro il Napoli (3-2). Per ritrovare il Milan capace di subire tre o più reti a San Siro bisogna tornare al 7 maggio del 2017: 35esima giornata di Serie A, Milan-Roma 1-4. Era il Milan di Montella, era la Roma (guarda caso) di Spalletti. 

Ma il derby ha lasciato anche uno strascico importante a causa del battibecco tra Kessie e Biglia: i due giocatori saranno pesantemente multati per la lite avvenuta in panchina al momento del cambio dell’ivoriano con Conti (si parla di 100mila euro di ammenda a testa) ma quel che più preoccupa Gattuso è l’eventuale contraccolpo psicologico: un episodio da censurare. Ma le scuse dei due protagonisti in mixed zone non basteranno a evitare la sfuriata da parte dell’allenatore: «Io non tiro le orecchie, ci pensa Gattuso - ha ribadito ieri il presidente del Milan, Paolo Scaroni, a commento della lite fra Kessie e Biglia - cosa dire del derby? Abbiamo perso, porca miseria... Però è stata una bella partita». Sfida avvincente o meno, ora la palla torna in mano a Gattuso: il timore che la sconfitta nel derby possa condizionare l’umore e il rendimento della squadra è chiaro, ma dalla sua il tecnico ha un calendario in discesa. Perché al ritorno dalla sosta per le nazionali i rossoneri saranno impegnati a Genova contro la Sampdoria per poi affrontare, nell’ordine, Udinese, Juventus, Lazio, Parma, Torino, Bologna, Fiorentina, Frosinone e Spal.