Gigio Donnarumma
Gigio Donnarumma

Milano, 16 aprile 2018 - Sembra davvero scritto da una mano sadica il copione di Milan Napoli, soprattutto quel finale da melodramma partenopeo, con il gigante buono Donnarumma che respinge con la sua manona l’ultimo assalto di Milik, in pieno recupero, proprio sotto la curva occupata da ottomila cuori azzurri, consegnando virtualmente il tricolore alla Juventus e festeggiando come meglio non poteva le sue prime 100 partite in serie A. Lacrime e insulti (verso il compaesano ‘traditore’) piovono dal terzo anello mentre in campo si accende un parapiglia dopo un calcetto (così pare) rifilato da Biglia a Insigne. Nervi a fior di pelle, in tanti vanno via delusi da San Siro con un cielo che diventa sempre più grigio. Come l’umore dei napoletani. Perché lo 0-0 di fatto mette fine alla corsa scudetto degli uomini di Sarri, arrivati spremuti sul rettilineo finale del campionato e con 6 punti da recuperare alla Juventus in 6 giornate.

Ma forse è pure fine dei sogni Champions per il Milan. Non avevano altra scelta rossoneri e partenopei: solo una vittoria avrebbe lasciato aperti i giochi. Con l’insipido pareggio (meglio il primo tempo, troppi errori nella ripresa) invece, le speranze sono affidate più all’aritmetica che alla logica. Ma qualcosa di buono lascia in eredità il match di San Siro, soprattutto per i rossoneri: perché se è vero che di occasioni ne hanno costruite poche (un colpo di testa al lato di Kalinic e due ottimi interventi di Reina su conclusioni da fuori di Bonaventura e Calhanoglu) va sottolineata la solidità al cospetto di un’altra grande. Merito in particolare della nuova coppia Musacchio-Zapata che ha egregiamente sostituito Bonucci e Romagnoli, e merito di Donnarumma.

Maturo, determinato, decisivo sui tiri dello spento Mertens, del miglior Insigne e sul tocco beffardo di Milik: «Non so se sia la parata scudetto perché auguro al Napoli di giocarsela fino alla fine – dice Gigio –, però è stata una bella parata all’ultimo secondo. Per questo ho esultato. Se questa prodezza mi fa venire voglia di diventare una bandiera rossonera? Di mercato non so niente». In realtà il futuro di Gigio pare lontano da San Siro, dove ieri si è presentato egregiamente Reina. Ma di arrivi e partenze se ne parlerà più avanti. Anche Gattuso fa i complimenti al suo giovane numero 1: «Più che per la parata mi è piaciuto soprattutto perché ha dato tranquillità al reparto, ha dato fiducia ai suoi compagni e ha fatto ripartire sempre bene l’azione». Chiosa finale sul futuro: «Continuiamo il nostro percorso. Siamo partiti male ma abbiamo ancora grandi margini di miglioramento e la nostra mentalità cresce grazie a partite come questa. La Champions è molto difficile, ci sarà da battagliare anche per qualificarci alla prossima Europa League...»