L'imprenditore americano Paul Singer proprietario del Milan (Ansa)
L'imprenditore americano Paul Singer proprietario del Milan (Ansa)

Milano, 9 novembre 2018 - La notizia circola da alcune settimane nei salotti calcistici meneghini e della finanza, anche se mancano autorevoli conferme: il Fondo Elliott avrebbe già ricevuto una proposta da presunti estimatori dell’Est Europa interessati all’acquisto del Milan. Una cifra superiore ai 600 milioni quella messa sul tavolo dal 43enne magnate ceco Daniel Kretínský, re dell’energia con interessi in Italia (punta anche la Roma) e patron dello Sparta Praga, ma non così esorbitante da far “barcollare“ la proprietà rossonera, che almeno per un biennio vorrebbe restare al timone del comando per riportare la squadra ai vertici del calcio italiano e continentale per poi eventualmente cedere il club a determinate condizioni (non meno di 850 milioni di euro).

Ai piani alti di via Rossi in questo momento ci sono altri pensieri nella mente dei manager societari: fra meno di due settimane (20 novembre) è fissato l’appuntamento a Nyon con la camera giudicante dell’Uefa sul fair play finanziario. Bocciato in un primo grado di giudizio dall’Uefa e riammesso nelle coppe dalla Tas solo nella fase successiva (coincisa con l’arrivo di Paul e Gordon Singer) il club rossonero va incontro ad una sanzione economica (che verrà ufficializzata entro la fine dell’anno) per le violazioni commesse fra il 2015 e il 2017 da precedenti gestioni. Anche se, a dire il vero, già i premi dell’attuale partecipazione all’Europa League (incassi compresi) sono stati “congelati“. L’ammenda dovrebbe aggirarsi sui 20 milioni, di cui 6 da pagare subito e altri 14 “condizionati“ ad un percorso virtuoso, e che potrebbero comunque essere “abbuonati“ già a partire dalla prossima estate. A febbraio, invece, con la camera investigativa arriverà il settlement agreement per le violazioni del 2016-2018.

Tutto ciò potrebbe condizionare il mercato, anche i rinnovi di contratto: nei giorni scorsi Leonardo ha incontrato l’agente di Suso, Alessandro Lucci, per portare l’ingaggio dello spagnolo da 2,2 a circa 4 milioni netti. Con l’obiettivo pure di eliminare la clausola di 40 milioni per scoraggiare eventuali pretendenti (Real Madrid e Napoli fra tutti)