Milano, la M4 sarà in mano pubblica: ecco i numeri della scalata. Sala: “I conti di Atm miglioreranno”

Operazione da 228 milioni di euro in due fasi. L’azienda di trasporto accenderà un prestito. Il sindaco in Consiglio comunale: “Scelta per il futuro, dal Governo sempre meno contributi”

La metropolitana 4 è una delle infrastrutture più importanti della città

La metropolitana 4 è una delle infrastrutture più importanti della città

“A Milano abbiamo un’eccellenza che si chiama Atm e copre i suoi costi con i biglietti e gli abbonamenti al 45%. Quanto ci viene devoluto dal Governo per il trasporto pubblico locale va a diminuire anche se noi aumentiamo i chilometri. Il residuo non lo paga Pantalone ma i nostri cittadini. Milano ogni anno versa 20 miliardi di imposte allo Stato. Noi facciamo questa operazione per migliorare il conto economico. Stiamo creando i presupposti per fare in modo che il conto economico di Atm sia in futuro migliore e per fare in modo che ai dipendenti Atm venga dato di più".

Così il sindaco Giuseppe Sala ha spiegato, ieri sera in Consiglio comunale, le ragioni dell’acquisto delle quote dei soci privati della società di gestione della M4 da parte di Atm, azienda controllata proprio da Palazzo Marino. In replica alle critiche arrivate dalle opposizioni di centrodestra, il primo cittadino ha aggiunto: "Dispiace dover fare così in fretta ma i tempi sono questi e spesso queste operazioni devono essere gestite con riservatezza".

Parole, quelle del sindaco, che arrivano dopo la presentazione dell’operazione nell’ambito della seduta congiunta delle commissioni consiliari Bilancio e Partecipate da parte di Emmanuel Conte, assesore comunale al Bilancio, e Arrigo Giana, amministratore delegato e direttore generale di Atm. È un affaire da 228 milioni di euro, quello che renderà del tutto pubblica la società M4.

A tanto ammonta il prezzo concordato da Atm per l’acquisto delle quote dei soci privati della Blu: Hitachi Rail (11,3%), WeBuild e Partecipazioni Italia (9,6% ciascuno), Sirti (0,3%), AnsaldoBreda (0,1%). Finora detentrice del 2,3% delle quote M4, Atm rileverà un ulteriore 31% per attestarsi su una partecipazione del 33,3%: secondo socio su due, dopo il Comune di Milano, che ha il 66,6%.

Il closing dell’operazione sarà firmato entro il 31 dicembre, ma la scalata di Atm avverrà in due tempi: l’azienda del trasporto pubblico acquisirà subito il 29,2% delle quote, mentre il restante 1,8% sarà rilevato alla fine del 2024 o, detto altrimenti, una volta conclusi i lavori di costruzione dell’intera tratta M4 ed avvenuto il collaudo. Il riassetto societario segue, infatti, l’avanzamento dei cantieri: oggi i lavori sono al 94% del totale, quindi Atm può rilevare una percentuale equivalente della partecipazione dei privati, pari appunto al 29,2%.

Un allineamento previsto dai patti parasociali. Atm pagherà quei 228 milioni per il 40% attingendo alle proprie casse e per il restante 60% attraverso un prestito ponte. Detto in numeri assoluti: l’azienda investirà circa 80 milioni di risorse proprie e ricorrerà al prestito per i restanti 150, con una provvista del 5%. I patti parasociali prevedevano che Atm acquistasse una parte delle quote dei privati una volta conclusi i lavori, a fine 2024.

Giana ha quindi sottolineato che l’acquisto anticipato (rispetto al 2024) di tutto il pacchetto dei privati (e non di una parte) ha consentito uno sconto: non 253 milioni ma 228. Sempre Giana ha fatto sapere che la parte del prestito sarà coperta col rifinanziamento di un bond Atm in scadenza nel 2024. A volere l’operazione è stata la Giunta comunale. E per più motivi: poter rinegoziare il debito contratto per la M4 sfruttando il miglior rating del Comune rispetto a quello dei privati ma anche avere la piena governance dell’infrastruttura, fatto che genera altre ricadute strategiche.

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