Sara Luciani
Sara Luciani

Melzo (Milano), 13 giugno 2018 - Stretti in un dolore che toglie il respiro, i genitori di Sara Luciani, la 21 enne di Melzo scomparsa venerdì poche ore prima che il suo convivente si impiccasse nel cortile della nonna, rompono il silenzio. «Speriamo di ritrovare nostra figlia al più presto. Chiediamo a tutti di rispettare questo momento così difficile».

Parlano attraverso i loro avvocati con una nota. Poche righe scarne per uscire dall’ombra dopo quattro giorni di angoscia. L'indagine  fa passi in avanti, era stato il padre della ragazza a fornire agli inquirenti l’informazione che la sera dell’8 giugno i fidanzati erano usciti in macchina in compagnia di una terza persona. Da ieri, l’uomo ha nome e cognome. Si è presentato spontaneamente in caserma a Cassano nel pomeriggio. Ha qualche anno in più dell’operaio suicida, abita in zona, lo conosceva bene. In pochi minuti ha gettato una luce diversa sul rapporto, pare che i due litigassero nell’ultimo periodo. «Abbiamo trascorso insieme un paio d’ore, poi mi hanno riaccompagnato a casa e se ne sono andati. Non so cosa sia successo dopo». Un racconto considerato genuino. Dall’autopsia sul corpo del metalmeccanico, che aveva un passato da tossicodipendente, emergerebbe che continuasse a fare uso di cocaina. Potrebbe essere proprio questa la ragione dei dissidi che minavano il legame. Di Sara non c’è ancora traccia. Le ricerche continuano. Ieri, carabinieri e vigili del fuoco si sono concentrati nel punto in cui il Molgora finisce nel Muzza, a Lavagna. I gommoni su indicazione dell’elicottero hanno continuato a scandagliare i corsi d’acqua nella speranza di rintracciare lei e la Golf grigia di Buzzini. Per ora, nella roggia, hanno trovato solo lo zainetto di lui con l’attrezzatura da pesca. Un’altra conferma del fatto che bisogna insistere.

Domenica, le chiuse della centrale idroelettrica di Paullo avevano restituito il paraurti della macchina. Dopo la preziosa testimonianza del conoscente si restringe il lasso di tempo ancora avvolto nell’oscurità. Si tratta di capire cosa sia successo fra mezzanotte e le 4, ora in cui la telecamera in via Mantova ha fotografato il metalmeccanico scavalcare il cancello poco prima di farla finita. Nel mezzo, una serie di spostamenti captati da altri impianti di sorveglianza, fra l’1.30 e le 2.30, sparsi fra Melzo e Settala in direzione di casa. Un rilievo è stato fatto anche a Cassano. Si ipotizza che per rientrare a piedi a casa della nonna Manuel ci abbia impiegato un’oretta. Era un podista provetto e conosceva a menadito le campagne, abituato come era a batterle con il cane. Un percorso fatto per l’ultima volta bagnato fradicio con le scarpe infangate. Sulla salma i patologi non hanno individuato altre ferite. È stato trovato così alle prime luci del mattino, quando era già scattato l’allarme a casa dei genitori di Sara, dove i due abitavano da un anno. Prima, la macabra scoperta, poi il supplizio della figlia che non si trova più da nessuna parte.