Cernusco sul Naviglio (Milano), 26 aprile 2018 - Un fulmine a ciel sereno o, come dice un lavoratore, «una pugnalata al cuore». Il piano di riorganizzazione annunciato pochi giorni fa da FeDex, colosso americano delle spedizioni, si tradurrà in Italia in un maxi licenziamento collettivo: 315 esuberi strutturali e trasferimento per altri 17 dipendenti FedEx e 92 addetti alle vendite di Tnt, acquisita tre anni fa dalla multinazionale di Memphis.

A Cernusco, lungo la Padana, c’è la sede legale italiana della società. Qui, nel quartiere generale, sarebbero previsti “solo” quattro tagli ma la tensione è comunque alta tra gli oltre 200 addetti. Massima è la solidarietà verso i colleghi delle filiali dislocate sul territorio, cuore operativo dell’azienda, dove si abbatterà la scure dei licenziamenti: corrieri, impiegati di magazzino, receptionist. Sono 24 quelle a rischio chisura. Una è nella vicina Ornago, dove sono 22 i dipendenti in esubero, tra cui due amministrativi, un manager e diciannove fattorini. In Lombardia tremano anche la sede di Malpensa e quella di Brescia.

«È arrivata una mail, ci hanno convocato nella sala riunioni e ci hanno comunicato il piano - racconta un impiegato cernuschese -. Nell’aria c’era l’ipotesi di alcuni trasferimenti ma non avremmo mai pensato a una simile mazzata, anche perché l’azienda va bene». La sensazione dei fattorini FedEx è di essere considerati dei “doppioni” di quelli di Tnt, che non sono dipendenti diretti in quanto assunti di volta in volta dalle cooperative.

Ferma la condanna delle rsa e delle tre sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti che hanno proclamato lo stato di agitazione: «È fortemente negativo il nostro giudizio sul piano di riorganizzazione, in quanto esclusivamente caratterizzato dai tagli del personale che sono immotivati. È assolutamente inaccettabile che in una fase di espansione dell’economia e delle attività di trasporto delle merci, anche per la crescita dell’e-commerce, si possa pensare di licenziare le persone che rappresentano il motore vivo del business aziendale».

Per ora non si è parlato di ammortizzatori sociali, la trattativa non è nemmeno iniziata a fronte di un piano di ridimensionamento che che dovrebbe attuarsi entro marzo dell’anno prossimo. Venerdì 27, intanto, è prevista una riunione sindacale interna, in vista dell’incontro del 4 maggio tra delegati e vertici aziendali, dopo il quale potrebbero scattare dure forme di protesta. La richiesta all’ad di FedEx Europa, Frederick Smith, e a quello italiano, Stefania Pezzetti, è di «aprire gli occhi sul futuro di quei 317 esuberi che non sono solo numeri, ma risorse», come scritto in calce alla petizione online lanciata su www.change.org.