Cernusco (Milano), 11 maggio 2018 - La polemica investe Nico Acampora mentre è a Mauthausen con tre terze delle medie Montalcini di Cernusco. Ultima tappa del percorso di educazione alla memoria che qualche giorno fa gli ha visto indossare i panni di SS, «in una simulazione di un campo di concentramento», spiega dall’Austria. «L’interpretazione» sbarcherà sui banchi del consiglio comunale per iniziativa del consigliere leghista Paola Malcangio. Ieri l’ex candidato sindaco del Carroccio ha depositato una domanda di attualità al primo cittadino Ermanno Zacchetti per sapere se anche contro l’assessore all’educazione travestito da nazista «si è scatenata la riprovazione di Anpi e di autorevoli esponenti dem. Stesso partito che guida la città e che ha sollevato un polverone per un’iniziativa del tutto analoga organizzata a Cologno, nota alle cronache».

Acampora, stupito dalla vicenda, ricorda che «da 10 anni» in qualità di mentore del Centro di aggregazione giovanile organizza «la drammatizzazione nell’ambito di un progetto che mira a far cogliere il senso dei valori della democrazia e della libertà. Gli studenti si trasformano in deportati, noi educatori in aguzzini». Non solo. L’assessore chiarisce che lo spettacolo va in scena solo «su richiesta delle scuole e dopo una riunione preliminare con i genitori, messi a conoscenza dei contenuti». E ancora: «Abbiamo rappresentato lo stesso copione proprio a Cologno un paio di settimane fa. Con un iter identico a quello di Cernusco». «Tanto rumore per nulla - aggiunge -. Non capisco la querelle di Malcangio: l’iniziativa è parte del Piano diritto allo studio votato in aula. Il consigliere c’era, si è astenuto, dovrebbe conoscere il contenuto degli atti su cui si pronuncia».

Lei, la pasionaria della Lega, però, contesta «i due pesi e le due misure usati dai dem». «Se un’amministrazione del Carroccio organizza laboratori didattici del tutto simili a quelli che si sono tenuti in città è anti-democratica, se lo fa la sinistra dobbiamo applaudire. È paradossale». Alla Montalcini, che ha chiesto al Cag e ad Acampora di mostrare gli orrori dell’Olocausto, confermano la validità dell’iniziativa. «Genitori, ragazzi e insegnanti ne sono usciti arricchiti», spiega Alessandra Varisco, docente di lettere. Ma qui non è in discussione il contenuto. «Non capisco il paragone fra la rievocazione storica di Cologno e il nostro percorso educativo», anticipa il sindaco Ermanno Zacchetti. Presto ribadirà il concetto in aula.