Una ragazza scrive in arabo
Una ragazza scrive in arabo

Cernusco sul Naviglio (Milano), 8 giugno 2019 - Il corso di arabo in una classe di seconda elementare delle Montalcini di Cernusco è durato quattro ore. La polemica invece non accenna a spegnersi. La protesta della Lega per l’iniziativa "pagata con fondi pubblici destinati all’integrazione degli stranieri e non degli italiani" scatena ora un polverone mediatico a colpi di tweet, post su Internet e dichiarazioni pubbliche che rimbalzano da Milano a Roma. Ad aprire il fuoco è il segretario lombardo del partito di Salvini, Paolo Grimoldi: "E questa sarebbe l’integrazione? Far imparare l’arabo perché in classe ci sono compagni egiziani? Assurdo, a meno che a Cernusco gli insegnanti lavorino pensando che tra qualche decennio si parlerà arabo... - attacca -. Dopo aver tolto al Pd le storiche roccaforti di Sesto, Cinisello e Garbagnate ci toccherà vincere anche sul Naviglio".

La replica arriva dalla segretaria metropolitana del Pd, Silvia Roggiani: "Che imbarazzo la Lega che strumentalizza i bambini per attaccare noi. Evidentemente, per mascherare la brutta figura del sindaco di Legnano che ha ritirato le dimissioni dopo l’arresto, si inventano la solita polemica sventolando il pericolo islamizzazione". Sulla stessa linea la vicepresidente del gruppo Pd al Senato, Simona Malpezzi: "Una bufera fatta scoppiare ad arte che usa i bambini e i docenti per cercare consenso". Ma già lo scontro politico tende a offuscare i contorni della vicenda, nata all’interno dell’alveo delle iniziative della scuola, che ha usato all’ultimo minuto 120 euro destinati all’integrazione e da spendere entro fine anno per un’idea sviluppata velocemente. "Progetto inquietante, un mondo alla rovescia", dice l’assessore regionale di FdI Riccardo De Corato.

Ma da Cernusco parte la controffensiva: "Teniamo fuori i bambini dalla battaglia politica, questa è una città aperta e solidale", tuona Ermanno Zacchetti, sindaco dem della città. Più estesa la presa di posizione del predecessore, oggi senatore Pd, Eugenio Comincini. "Provo una profonda pena per chi riesce ogni volta a fare un’indegna propaganda politica sulla pelle dei più piccoli. Stamattina è toccato a Cernusco, dove la solita Lega ha trovato il tempo di occuparsi di 120 euro spesi per 4 ore di mediazione culturale in una classe in cui c’è una alunna egiziana. Il fine era semplice: spiegare i principi della cultura di quella scolara, per unire culture diverse. Conoscere l’altro non alimenta odio". Intanto, in città, la vicenda diventa argomento di conversazione. "Qualcuno va in giro a dire che abbiano insegnato a dire Allah Akbar, Dio è grande - dice l’assessore alle politiche sociali Daniele Restelli -. Non so se sia accaduto, ma una frase su Dio che è grande troverebbe spazio in qualsiasi lezione di religione, senza per forza essere fondamentalisti". Ma chi alla polemica ha dato avvio, la consigliera leghista Paola Malcangio, continua a fare le pulci all’iniziativa. "Qui non si tratta di una scelta della scuola o di inclusione, ma di denaro pubblico destinato all’insegnamento dell’italiano che è stato usato al contrario. Chi ne risponderà?".