La vittima, Paola Beretta

Canneto Sull'Oglio (Mantova), 3 settembre 2018 - Pochi minuti che fanno la differenza tra la vita e la morte: Paola Beretta, la bibliotecaria uccisa a coltellate da una badante polacca, aveva sostituito un’altra persona alla biglietteria del museo civico di Canneto. Un gesto normalissimo, che le è costato la vita. Ieri nel paese sull’Oglio, conosciuto un tempo per le fabbriche di giocattoli (la Furga, con le sue bambole, prima di tutto) centinaia di persone hanno partecipato a una riunione in ricordo della 54enne impiegata comunale. Assiepate nel museo civico di piazza Gramsci dove Paola è stata colpita, davanti al quale in tanti hanno portato mazzi di fiori, hanno ricordato la sua figura di moglie e madre di tre figli, ma anche il suo impegno per la città. «Aveva iniziato a lavorare a 16 anni – ricorda un suo amico del Gruppo del giocattolo antico –. Poi era stata assunta in Comune e si occupava del settore Cultura». Ma Paola Beretta era anche una volontaria del museo del giocattolo ed era lei a tenere i contatti con i tanti collezionisti di giocattoli che ogni anno a fine settembre si ritrovano a Canneto per una delle più conosciute fiere-mercato del settore.

Cosa abbia spinto la 58enne Barbara Chmrzynska a scagliarsi contro di lei resta un un mistero. C’è però una circostanza inquietante che sta emergendo dalle indagini: nella notte tra venerdì e sabato la donna aveva assalito un’altra persona in via Garibaldi, poco lontano dal luogo dell’aggressione di sabato: «L’ho vista avvicinarsi mentre andavo a prendere le sigarette al distributore automatico – racconta Paola Visini, titolare dell’osteria ‘da Diego’ col marito Diego Stefani – Ha tirato fuori il coltello, io l’ho respinta con l’ombrello e lei è sparita. Ho chiamato i carabinieri ma evidentemente si era rifugiata a casa qui vicino. Solo il giorno dopo l’ho riconosciuta quando è successa la tragedia in piazza: era lei, ne sono certa».

Dopo la prima aggressione passano ore e la badante torna per le strade di Canneto. Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri di Mantova, coordinati dal comandante Fabio Federici, la badante, giunta a Canneto dalla Sicilia da pochi giorni per accudire una donna di 88 anni e che sembra avesse avuto qualche problema psichico nel recente passato, sabato pomeriggio alle 17.30, dopo aver stazionato su una panchina della piazza bevendo una birra, ha preso dalla borsa due coltelli («Erano lunghi 20-30 centimetri» raccontano i testimoni) ed è entrata nel museo, sferrando alcuni fendenti alla prima persona che le si era parata davanti, Paola Beretta, colpita al petto e uccisa sul posto. Poi la badante è tornata in piazza e ha colpito il 30enne Davide Malinverni e poi Antonio Barisani, di 65 anni, cremonese, in una sequenza che sembrava evocare l’azione di un estremista islamico. A fermare la donna è stato Mauro Quatti, il comandante della polizia locale di Asola, che le ha scaraventato addosso una bicicletta. La donna ora è nel carcere di Mantova: l’accusa nei suoi confronti è di omicidio volontario e tentato omicidio plurimo.