Mantova, 1 settembre 2018 - Da anni faceva la badante: accudiva un’anziana signora, come tante donne dell’Est europeo venute a trovare uno stipendio in Italia. Una vita noiosa, ma in fondo serviva a far sbarcare il lunario alla famiglia lontana. Fino a ieri, quando la follia ha preso il sopravvento: una badante di origini polacche si è armata di un paio di coltelli e, come fosse un estremista araba, ha tentato di fare strage a Canneto sull’Oglio, paese di 4mila abitanti nel nord ovest della provincia di Mantova, a ridosso col Cremonese.

Il bilancio è di una donna morta e tre feriti in serie condizioni. Ma sarebbe potuto essere molto più grave se l’assassina non fosse stata fermata mentre ancora brandiva le sue armi da uno sconosciuto eroe della porta accanto. L’inimmaginabile ha molti tasselli mancanti: quelli che ci sono sono stati messi assieme dai carabinieri di Mantova. Eccoli. E' un tranquillo sabato pomeriggio a Canneto. Il museo civico è aperto. Raccoglie in particolare una collezione pregiata di giocattoli storici, perché il paese è famoso per la produzione di giochi in legno, che attirano appassionati da mezza Italia. All’ingresso c’è il personale addetto ai biglietti e altri visitatori. 

All'improvviso, però, si scatena l’inferno. Arriva una donna sulla sessantina, tira fuori un coltello e comincia a urlare e menare fendenti. Potrebbe colpire chiunque ma sotto i colpi cade la bibliotecaria Paola Beretta, 54 anni, che viene ferita al torace e all’addome. L’assalitrice esce fuori dal museo e continua la sua folle corsa verso il nulla. Trova un ragazzo in via Gramsci e accoltella anche lui, senza un perché. Il ragazzo ferito da tre coltellate, la più grave alla schiena, è stato trasportato in elicottero in ospedale ma non sarebbe in pericolo di vita. La scorribanda della donna non si ferma, incappa in un uomo che sta portando l’anziana madre in carrozzina a prendere una boccata d’aria (lì vicino c'è anche la casa di riposo degli anziani). Di sicuro lei riesce a ferirlo con una coltellata al braccio, ma a questo punto l’assalitrice viene fermata. Qualcuno le scaglia addosso una bicicletta, poi le dà un calcio.

A entrare in azione è il comandante della polizia locale di Asola, un centro poco non distante da Canneto, Marco Quatti. «Teneva in mano due coltelli da macellaio e mi veniva incontro», racconta Quatti, che si trovava fuori servizio in visita al padre nella casa di riposo di fronte al museo. «Io le dicevo ‘mettili giù’ e lei mi urlava ‘vai via’, finché non si è avvicinato un mio amico in bici e io le ho lanciato la bici sulle gambe, disorientandola. Un’altra persona le ha dato una bastonata sulla mano, poi le ho dato un calcio sulla pancia e lei ha mollato i coltelli e poi è stato facile immobilizzarla», aggiunge. L’accoltellatrice è Barbara Chmurzynka, 58 anni, da tempo residente regolarmente nel nostro paese.

Le indagini condotte dal comandante dei carabinieri di Mantova Fabio Federici, che è arrivato a Canneto poco dopo i fatti, propendono verso un caso di follia, senza motivazioni personali né tanto meno politiche o religiose: la badante non aveva precedenti ma pare fosse stata in cura psichiatrica in passato. Nessun legame sembra accostarla alla sua vittima, spirata in ospedale, né agli altri feriti. Su cosa l’abbia spinta a comportarsi come uno jihadista c’è ancora tanto da indagare. Chi l’ha vista ha commentato: aveva gli occhi spiritati. Cosa abbia provocato questo stato resta da accertare.