Molteno, 10 settembre 2014 - Per la prima volta Molteno non è stata meta di un pellegrinaggio che andava avanti ininterrottamente da 15 anni. Ieri, nel giorno del sedicesimo anniversario della morte di Lucio Battisti, non sono arrivati i tradizionali fan a portare fiori e a rendergli omaggio. Dopo la rimozione della salma - fortemente voluta dalla famiglia - avvenuta il 6 settembre dello scorso anno, per gli amanti del cantante laziale il cimitero di Molteno è rimasto un luogo privo di significato. Le ceneri dell’artista ora potrebbero trovarsi a Rimini, dove vive il figlio, ma coloro che lo hanno ascoltato per una vita, comprando i suoi album e partecipando ai suoi concerti, ora non sanno più dove andare per rendergli omaggio. 

«Mi sembra una vicenda molto triste, c’era chi trovava giovamento nel portare un fiore alla sua tomba, anche se non era un fenomeno moltenese, ma la maggior parte delle persone arrivava da fuori - afferma il sindaco Mauro Proserpio -. In ogni caso abbiamo voluto rispettare la volontà della famiglia di spostare la salma senza opporci per nessun motivo». La cappelletta che ospitava il corpo del cantante è pulita, senza i classici bigliettini a lui dedicati, con un lucchetto chiudeva la porta a vetri. Al suo interno sullo spazio che fino a un anno fa ospitava la bara è stata rimosta la targa con il nome dell’artista di modo che nessuno possa capire che lì ha riposato per alcuni anni. 

L'unico segno che rimane del passaggio di Battisti nel camposanto del paese brianzolo sono le dediche scritte sul muro accanto ai loculi dove era stato sepolto appena morto. Disegnate con il pennarello, ora sono sbiadite, ma rimangono comunque visibili a un occhio attento. Il paese, per ora, sembra aver dimenticato il cantante di «Emozioni». 
Ma non è detta l’ultima parola. «In questo momento siamo ancora in causa con la moglie, Grazia Letizia Veronese per il discorso del festival a lui dedicato che lei aveva voluto cancellare - prosegue il primo cittadino -. In Appello avevamo vinto, ma ora stiamo ancora aspettando la Cassazione, ma penso che i tempi saranno lunghi, mi è stato detto che ci vorranno ancora due o tre anni». Fino all’ultimo grado di giudizio, l’Amministrazione comunale ha fatto sapere di non voler organizzare nulla in suo onore. «Nel caso in cui dovessimo vincere, e quindi potremmo ripristinare il festival, si potrebbe organizzare qualcosa. Ma per ora è ancora troppo presto».