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26 mar 2022

Russia e Cina: sodali o nemici in tregua? Xi Jinping e l'aggressione all'Ucraina

La diplomazia ambivalente (ma non ambigua) di Pechino, Taiwan, la vicinanza a Putin, la tensione con l’Occidente, l’interesse alla pace nell'intervista di Valentina Bertuccio D’Angelo a Paola Olla, storica delle relazioni internazionali

valentina bertuccio d'angelo
Esteri

Dopo un mese di guerra sul campo e di cancellerie in fibrillazione, il ruolo della Cina resta ancora incomprensibile ai più: è pronta ad aiutare Putin? Gioca su due tavoli? Vuole la pace o vuole approfittare del conflitto per risolvere i suoi dossier? Guarda a Taiwan come Mosca ha guardato all'Ucraina? Per rispondere a queste e altre domande, la nostra intervista in diretta alla professoressa Paola Olla, storica della politica internazionale, già docente nell'Università Statale di Milano, studiosa dei rapporti tra le democrazie occidentali e i regimi autoritari, tra i suoi lavori, saggi sulle relazioni tra Stati Uniti e Cina e tra Italia e Cina.

Guerra in Ucraina, perché la Cina accelera sul riarmo nucleare. Quei silos misteriosi

Il tema è caldissimo. Pechino è un attore fondamentale per le prospettive della guerra in Ucraina. Lo dimostrano i prossimi appuntamenti: un vertice Cina-Unione europea, in agenda il primo aprile, e un incontro tra il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e l'omologo cinese Wang Yi fissato per il 31 marzo.

Vladimir Putin e Xi Jinping hanno definito la loro amicizia "senza confini". Ma attenzione, potrebbe rivelarsi sbagliato dedurne che il loro rapporto sia così "roccioso" e irreversibile come viene fatto apparire. Mettere sullo stesso piano i due leader – entrambi autocrati ma il parallelismo si esaurisce qui – e soprattutto le loro ambizioni è suggestivo ma fuorviante. Ed è azzardato  il confronto tra Taiwan e il Donbass. La professoressa Olla ci spiega perché.

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