Roma, 22 ottobre 2021 - Ciò che appare ormai sicuro è che Quota 100 non sarà rinnovata. Lo "spettro" è il ritorno alla Fornero, ma Lega e sindacati puntano a soluzioni intermedie che permettano l'uscita dal lavoro prima dei 67 anni indicati dalla "vecchia" riforma Fornero.

La posizione di Draghi

"Quota 100 non sarà rinnovata, ora serve assicurare un graduale passaggio alla normalità". Da Bruxelles il presidente del consiglio Mario Draghi apre il periodo cruciale che da qui alla fine del mese lo attende a Roma. Si comincerà con la legge di bilancio per finire con il G20, con la variabile della legge sulla concorrenza sulla quale il premier cerca da tempo un'accelerazione.

Il primo nodo, per il governo, restano le pensioni. La proposta iniziale del titolare del Ministero economia e finanza Daniele Franco, oltre a trovare la trincea leghista, ha scatenato i malumori dei sindacati e più di un dubbio in altre forze della maggioranza. La proposta secca di Quota 102 nel 2022 e Quota 104 nel 2023 potrebbe quindi essere diluita. "Ma l'importante è tener fisso il fatto che quota 100 non verrà rinnovata", è la linea di Draghi. Con Matteo Salvini che questa volta non va allo scontro. "L'importante è non tornare alla legge Fornero, non mi interessano le etichette ma trovare una soluzione positiva", ha affermato il leader leghista più accomodante.

Come funzionano Quota 102 e Quota 104

Con l'introduzione di Quota 102 si potrebbe  ambire alla pensione a 64 anni, con 38 di contributi all'attivo. Nel 2023 si passerebbe a quota 104, i requisiti salirebbero di due anni, vale a dire a partire da 66 anni.

​La Fornero

Quello che sindacati e Lega (ma non solo) vorrebbero evitare è il ritorno alla Legge Fornero che stabiliva la pensione di anzianità per tutti a 67 anni. La norma stabilisce inoltre che, in assenza dei requisiti di anzianità, servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, mentre per le donne sono sufficienti 41 anni e 10 mesi.

Le soluzioni intermedie

Da più di una parte è stata avanzata l'ipotesi di quota 103, una suzione intermedia che potrebbe, secondo molti, permettere di trovare una conciliazione fra le posizioni più rigide: da una parte chi vorrebbe rimanere a Quota 100 e chi invece auspica un ritorno alla Fornero.

​Le trattative

Mentre il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha invitato tutti - sindacati in primis - alla calma: "Il governo vuole superare le distorsioni, prima di esprimere un giudizio attenderei di capire qual è la proposta", sono state le sue parole.

La posizione dei sindacati

"Nella piattaforma unitaria che abbiamo presentato al Governo non accenniamo a quota 100, ma diciamo chiaramente che, considerato che i lavori non sono tutti uguali bisogna assicurare forme di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro, che significa dare l'opportunità di uscire volontariamente dal lavoro a partire dai 62 anni, conquistare l'obiettivo di 41 anni di contributi ,a prescindere dall'età per godersi il sacrosanto diritto alla pensione e dobbiamo allargare l' ambito sociale portando dentro platee di lavoratori che sostengono lavori pesanti e rischiosi».,e poi dobbiamo parlare di pensioni di garanzia per i giovani«. Lo dice il segretario della Cisl, Luigi Sbarra.

L'Ape sociale

Ci sono però alcune categorie usuranti che potranno andare in pensione prima. Proprio il Governo ha recentemente ampliato la lista di categorie che potrebbero accedere all'Ape (acronimo di anticipo pensionistico). Chi e quando puà andare in pensione con l'Ape.