Milano - La variante Delta è molto più contagiosa, tanto che in Italia ormai è diventata dominante con una prevalenza del 94,8%, come ha confermato il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. E questa è la cattiva notizia. Ma ce n'è anche una buona e viene dall'Oms: non è più letale del ceppo originale. A dirlo è stata oggi la responsabile tecnica dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Maria van Kerkhove. Quanto ai vaccini, quelli attualmente approvati dall'Oms "forniscono una notevole protezione contro le forme gravi della malattia ed il ricovero in ospedale: stiano combattendo lo stesso virus, ma un virus che è divenuto più abile". E lo conferma il fatto che in tutta Europa il contagio sta galoppando, in Italia siamo in piena quarta ondata, ma fortunatamente questo non sta coincidendo con un aggravarsi eccessivo della situazione degli ospedali. Tanto che in Lombardia il commissario Bertolaso dichiara: "Nessun morto tra i vaccinati e poi contagiati dalla variante Delta".

L'andamento della pandemia: contagi e ospedalizzazioni

Dunque, ormai la variante Delta domina in Italia: è responsabile del 94,8 per cento dei contagi. Cosa vuol dire in termini di andamento dell'epidemia nel nostro Paese? Lo hanno spiegato, nella tradizionale conferenza stampa del venerdì al Ministero della Salute, il presidente dell'Istituto superiore di sanità Brusaferro e il direttore della Prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza. "L'incidenza cresce a 58 casi per 100 mila abitanti in 7 giorni con alcune regioni che hanno superato la soglia dei 50 per 100 mila abitanti - spiega Brusaferro - l'occupazione in area medica al momento resta abbastanza contenuta. L'Rt è a 1,57, siamo sopra la soglia epidemica, l'Rt su ospedalizzazione è a 1,46, siamo in una fase in cui bisogna guardare con attenzione e muoverci con prudenza. Il valore puntale dell'Rt in tutte le regioni tranne in due supera il valore di 1 e questo indica che l'epidemia è in crescita. Ci sono regioni in scenario 4, con Rt 1,5, tutte sono a rischio moderato ma nessuna a rischio alto".

Tuttavia c'è da sottolineare che la crescita dei contagi  in crescita è meno importante rispetto a 7 giorni fa.  "Il numero di nuovi casi sta crescendo a un ritmo inferiore delle scorse settimane, si deve valutare la situazione, quello che è successo in altri Paesi può indicarci il futuro dell'Italia" ha aggiunto Rezza.

E ancora, si abbassa secondo Brusaferro "l'età mediana di chi contrae l'infezione, è soprattutto nelle fasce tra 10 e 29 anni mentre l'età mediana di chi si ricovera è di 49 anni e di 63 per chi entra in terapia intensiva. Guardando l'impatto sui sevizi ospedalieri, confrontando i dati nell'ultima settima i posti letto sono aumentati". Ma se all'incremento dei casi non segue un altrettanto incremento dei decessi è tutto merito del vaccino. "Chi ha la doppia dose - ragiona Brusaferro - ha un livello di protezione molto elevato su decessi e ricoveri ed anche nei confronti dell'infezione. La vaccinazione riduce in modo significativo il rischio di contrarre l'infezione, di decedere o di essere ricoverato. Completare il ciclo vaccinale è esternamente efficace".Per quanto riguarda i posti letto l'occupazione rimane sotto la soglia critica, fissata dai nuovi parametri rispettivamente al 10% e 15%. Ma la nota negativa è che i ricoveri sono in aumento e la pressione si concentra soprattutto nelle Regioni meridionali. Il tasso di occupazione in intensiva è stabile al 2%, con un lieve aumento nel numero di ricoverati che passa da 165 (20/07/2021) a 189 (27/07/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche nazionale aumenta invece al 3% rispetto al 2% della scorsa settimana, ed il numero di ricoverati in queste aree è in aumento da 1.194 a 1.611.

Il caso Lombardia

Intanto la Lombardia ha ormai messo il turbo alle vaccinazioni, arrivando a 12.040.072 dosi di vaccino somministrate finora, il 98 per cento di quelle consegnate (che sono 12.280.464). In questo modo mettendo in sicurezza milioni di lombardi dalle conseguenze gravi dell'infezione: "In Lombardia solo l'8% delle persone, pari a 123 cittadini, si sono presi il virus con la variante Delta nonostante la doppia dose di vaccino - ha detto Bertolaso -. Quello che è interessante è che di questi nessuno ha perso la vita e nessuno è finito in terapia intensiva. E solamente 9 sono stati ricoverati in ospedale", ha detto Bertolaso. Che ha previsto che entro il 31 agosto si arriverà a 13.400.00 somministrazioni di cui 7.220.000 con la prima dose e 6.180.000 con la seconda. "Questo significa - ha spiegato il consulente di regione Lombardia - che a fine agosto la copertura dei completamente vaccinati sarà del 74%. Se ci aggiungiamo i lombardi che hanno avuto il Covid e non se ne sono accorti o non hanno fatto sierodiagnosi che noi stimiamo intorno a mezzo milione - ha sottolineato Bertolaso - siamo già su dei numeri dove l'immunità di gregge, magari non lo certificherà nessuno con un timbro ma a noi interessano i fatti, nei fatti sappiamo di esserci molto vicini". 

"Credo che il 13 settembre la campagna di vaccinazione massiva si possa considerare conclusa", ha poi aggiunto Bertolaso, auspicando "di poter inoculare" entro quella data "l'ultima prima dose di vaccino all'ultimo cittadino lombardo che ha deciso di vaccinarsi".  

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Le regioni a rischio zona gialla

I nuovi criteri per il passaggio di colore delle regioni, in base alla situazione epidemiologica, combinano l'incidenza, l'Rt e le occupazioni dei posti letto in aree mediche e terapie intensive (il limite è rispettivamente del 15 e del 10 per cento). E sono le Regioni del Sud ad avere i parametri ospedalieri più elevati: Sicilia, Calabria e Campania hanno un valore di occupazione nelle aree mediche rispettivamente dell'8%, del 6,6%, e del 4,9%. Sicilia e Sardegna ma anche il Lazio hanno, nello stesso periodo, un valore di occupazione delle terapie intensive rispettivamente del 4,7%, del 4,2% e del 3,7%.

Per quanto riguarda invece l'incidenza, sono Sardegna, Toscana e Lazio le regioni in testa rispettivamente con 136,2; 94,5; e 87,5. 

Cosa succede all'estero?

Mykonos, Ios e altre isole della Grecia sono alle prese con la preoccupante diffusione di una nuova ondata di coronavirus. Di fronte a questa situazione, Atene ha deciso di inviare più agenti di polizia per intensificare i controlli anti-Covid, soprattutto nei locali frequentati dai più giovani. Una mossa che arriva all'indomani dell'allarme lanciato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che ha contrassegnato le isole greche dell'Egeo meridionale in rosso scuro sulla sua mappa 
Covid-19 dopo un aumento delle infezioni, sconsigliando i viaggi non necessari. Il gruppo di 13 isole comprende le destinazioni greche più popolari per i turisti stranieri - tra cui molti italiani - che attirano milioni di persone ogni estate. E' proprio nei giovani tra i 20 e 30 anni che i tassi di infezione sono aumentati in Grecia, dove il turismo rappresenta quasi il 25% del Pil, e per le isole dell'Egeo è un settore vitale per riprendersi dalla crisi economica dovuta alla pandemia.

Ma la Grecia non è l'unico Paese a fare i conti con la Delta in Europa, dove molti Stati hanno già varato, o stanno valutando, nuove contromisure per evitare il peggio di fronte alla crescita dei contagi. Per ridurre i rischi, la Germania ha annunciato che a partire dal primo agosto per entrare nel Paese sarà necessario presentare un test Covid negativo, eccetto per chi può dimostrare una vaccinazione completa, l'avvenuta guarigione e i bambini sotto i 12 anni. E il Regno Unito - dove sono tornati a scendere sotto quota 30.000 i nuovi contagi giornalieri - ha confermato che chi viaggia dalla Francia verso l'Inghilterra resterà per ora escluso, anche se vaccinato, dall'esenzione della quarantena decretata a partire dal 2 agosto per chi, provenendo dal resto dell'Ue (Italia compresa) e dagli Usa, abbia ricevuto la doppia dose. L'obiettivo dei governi è quello di scongiurare nuove emergenze sanitarie e lockdown di fronte a una variante che causa un'infezione più grave di quelle scoperte in precedenza e si diffonde facilmente come la varicella. A confermarlo è la massima autorità sanitaria federale statunitense Cdc, che ha chiesto a Washington di riconoscere che ora "la guerra è cambiata".

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