Il vaccino Johnson&Johnson
Il vaccino Johnson&Johnson

"Voglio quello di Johnson&Johnson", "Anch'io", "Speriamo arrivi presto". Il vaccino anticovid di Johnson&Johnson, che arriverà in Italia ad aprile, è, prendendo a prestito un vecchio adagio pubblicitario di tutt'altro settore, "il più amato dagli italiani". Ma perché si aspetta così tanto l'arrivo di questo vaccino nella Penisola?

Come funziona

Il vaccino in arrivo ad aprile in Italia si basa su vettori che derivano da adenovirus, ovvero un virus simile a quello del raffreddore delle scimmie, di sierotipo 26. In sostanza questo adenovirus, che è inattivato, porta nell'organismo della persona che lo riceve informazioni genetiche che attivano la risposta del corpo in difesa contro le spike, cioè le "punte" che il coronavirus usa per attaccare le cellule. Gli studi clinici hanno evidenziato nella fase 1-2 un'efficacia del 90% al 29esimo giorno e del 100% al 57esimo giorno nei soggetti di età compresa tra i 18 e i 55 anni che hanno parecipato all'indagine, mentre nella fase 3 è stata evidenziata protezione già dal 14esimo giorno.

I vantaggi

Il pregio che sta facendo maggiore presa sull'opinione pubblica italiana è senza dubbio il fatto che sia monodose, ovvero non richieda due somministrazioni per essere efficace. Mentre quelli di Pfizer, Astrazeneca e Moderna hanno la necessità di una prima somministrazione e poi del "richiamo", ovvero di una nuova dose nel giro di alcune settimane, per avere efficacia, quello di Johnson&Johnson ha effetto dopo una sola inoculazione. Questo aspetto rappresenta un doppio vantaggio: chi lo riceve non deve attendere settimane per essere immunizzato ed è necessaria la metà delle dosi rispetto agli altri vaccini. Altro punto a favore di Johnson&Johnson: la conservazione. Questo vaccino può essere tenuto in frigorifero per circa tre mesi a una temperatura tra i 2 e gli 8 gradi, ovvero quella di un qualsiasi frigorifero casalingo. 

Quando arriva in Italia

Le prime dosi di vaccino Johnson&Johnson dovrebbero essere consegnate in Italia il 19 aprile, il che significa che probabilmente la somministrazione potrebbe iniziare pochi giorni dopo. In autunno dovrebbe invece essere pronto un altro vaccino contro il covid-19, ovvero quello prodotto da Reithera.

Cosa cambierà

Se non dovessero evidenziarsi problemi nelle somministrazioni, potrebbe esserci la "corsa" alla richiesta di somministrazione del vaccino anticovid di Johnson&Johnson. Senza dubbio il fatto che sia monodose potrebbe velocizzare la campagna vaccinale non poco e, soprattutto, la sua conservazione anche in frigoriferi normali potrebbe aprire la strada a somministrazioni anche in ambulatori medici o in luoghi differenti. Negli Stati Uniti, ad esempio, le vaccinazioni vengono effettuate in alcune città persino in luoghi del tutto estranei al settore medico come le cartolibrerie.