Trasporto pubblico scolastico
Trasporto pubblico scolastico

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In alcune province il modello è ormai definito, in altre si partirà con sperimentazioni da confermare o revocare in un secondo momento, in altre ancora manca un’intesa con l’Ufficio scolastico regionale. È questo il puzzle di soluzioni e situazioni con il quale la Lombardia si affaccia al primo giorno del nuovo anno scolastico e alla sfida che la riapertura delle scuole porta con sé, quella di conciliare tre priorità diverse: garantire la didattica in presenza agli studenti di ogni ordine e grado, rispettare il limite di capienza sui mezzi del trasporto pubblico locale, fissato all’80% della capienza complessiva, e mantener ferme le norme utili a scongiurare la diffusione del coronavirus. Tre le azioni sulle quali si è lavorato in queste settimane nei tavoli presieduti dai Prefetti lombardi: differenziare gli orari di ingresso a scuola, potenziare le corse di bus, tram, treni e metropolitane ma anche rimpolpare le fila dei controllori, attraverso i fondi per i servizi aggiuntivi messi a disposizione dal Governo, in modo da aumentare le verifiche sull’uso delle mascherine nelle stazioni e a bordo dei mezzi. Provincia per provincia, ecco quali azioni si è concordato di mettere in campo.

A Milano e hinterland si è deciso di scaglionare gli ingressi nelle scuole: il 70% degli studenti entrerà in classe alle 8, il restante 30% entrerà in classe alle 9.30. Atm, l’azienda del trasporto pubblico milanese, mette in strada 120 navette esclusivamente dedicate ai 32 istituti scolastici più frequentati della città e del primo hinterland. Un’iniezione di mezzi resa possibile anche dal noleggio di bus di aziende di trasporto private. Contestualmente le linee di superficie saranno servite da 80 mezzi in più del solito, mentre in metropolitana, nelle ore di punta, saranno aggiunti 8 treni, per un totale di 25mila corse giornaliere su strada e 2.400 corse giornaliere lungo le linee sotterranee.

Doppio turno di ingresso a scuola anche nelle province di Lodi e di Monza e Brianza. Nel caso di Lodi il 50% degli studenti dovrà entrare in classe entro le 7.45 e l’altro 50% entro le 9.15. Orari diversi per Monza e la Brianza: in questo caso il 50% degli studenti è atteso a lezione per le 8 e il restante 50% per le 9. Pavia fa capo alla stessa Agenzia del Trasporto pubblico locale di Milano, Monza e Lodi ma, a differenza di queste province, ha optato per un unico ingresso a scuola e saranno gli istituti a fissarne l’orario. Ma sono disponibili bus su prenotazione solo per gli studenti. Avanti con le altre province nelle quali si è già definito il modello. Tra queste c’è Brescia, che vive su un equilibrio del tutto particolare: il capoluogo conta circa 200mila abitanti, mentre i Comuni dell’hinterland e delle valli valgono nel complesso 1,3 milioni di abitanti. Proprio per questo il potenziamento avverrà quasi esclusivamente in provincia, con un aumento di mezzi pari all’8,5% nell’ora di punta del mattino. In numeri assoluti: circa 55 autobus in più per un totale di 850 corse e 65mila studenti delle superiori da trasportare. Quanto agli orari di ingresso a scuola, anche a Brescia si è preferito il doppio turno: primo ingresso alle 8 per il 60% dei ragazzi e secondo alle 10 per il restante 40%.

Quindi Bergamo e provincia. Qui è ormai deciso che il 70% degli studenti entri a lezione alle 8 e il restante 30% alle 10. Gli autobus aggiuntivi che serviranno il capoluogo e i Comuni della provincia nelle ore di punta saranno 86: 49 recuperati tramite noleggio da aziende private e 37 recuperati dalle flotte delle aziende del trasporto pubblico locale, che hanno risistemato e rimesso in strada i mezzi un po’ più datati. Sulla carta sono aperti a tutti, ma nella pratica si prevede siano usati soprattutto dagli studenti, per un motivo di orari. Bergamo è una delle province dove ci sarà un aumento dei controllori: 18 in più per l’esattezza rispetto ai 30 finora in servizio. Più "assistenti di terra" sono previsti anche nelle province di Mantova e Cremona, grazie alle risorse messe a disposizione dell’Agenzia del trasporto pubblico locale. In questo caso saranno le aziende del trasporto pubblico locale a decidere quanti controllori in più mettere alle fermate dei mezzi e a rendicontarle all’Agenzia, che poi liquiderà la spesa. Quanto agli orari di ingresso nelle scuole, a Cremona si è cambiato modello: non più ingresso su due turni ma su un unico turno, come stabilito in un primo momento solo per i Comuni di Crema e Casalmaggiore. Decisive le pressioni arrivate dai dirigenti scolastici. Ma attenzione: la partenza con il turno unico è solo sperimentale, il 28 settembre si terrà una riunione in Prefettura per capire se la sperimentazione potrà essere confermata o se si dovrà tornare allo scaglionamento degli ingressi a scuola. Scaglionamento invece confermato a Mantova città, dove l’80% degli studenti entrerà tra le 8 e le 9 e il 20% per le 10.In provincia si era già deciso per il turno unico.

A Sondrio e provincia circoleranno 40 autobus in più del solito, 27 dei quali noleggiati da aziende private, mentre l’ingresso a scuola avverrà senza scaglionamenti di orario. Altrettanto avverrà a Lecco: un unico orario di ingresso. Situazione più confusa nelle province di Como e Varese: si era partiti con l’idea di scaglionare (65% di ingressi al primo turno e 35% al secondo) e, invece, oggi diversi istituti opteranno per un unico orario di ingresso. Nel pomeriggio in Prefettura si deciderà se accontentare i dirigenti scolastici e proseguire con l’ingresso unico, là dove possibile, o se tornare al doppio ingresso su tutto il territorio delle province.