Netflix rende obbligatoria la vaccinazione sui propri set
Netflix rende obbligatoria la vaccinazione sui propri set

Netflix richiederà agli attori e a coloro che vi lavorano fianco a fianco sui set americani di essere vaccinati.

Non è ancora ufficiale, ma fonti vicine al colosso dello streaming lo danno quasi per certo: sui set delle produzioni Netflix saranno ammesse solamente persone vaccinate. Una scelta che mette spalle al muro la categoria dei lavoratori dello spettacolo, soprattutto coloro che lavorano nell'ombra, dietro la macchina da presa, che non hanno la stesse possibilità di attori e attrici nel trovare nuovi lavori. 
La strada intrapresa da Netflix si sviluppa nel solco di quella tracciata da Google e Facebook, che richiederanno ai loro dipendenti di essere vaccinati per tornare in ufficio. «Richiederemo a chiunque lavori in un dei nostri campus americani di essere vaccinati», afferma Facebook, prevedendo uffici al 50% della loro capacità in settembre negli Stati Uniti. La decisione di questi giganti del settore tech, è un forte endorsement per la campagna vaccinale negli Usa. Secondo il New York Times, in questi giorni, Il presidente Biden, sta caldeggiando l'idea di inserire l'obbligo vaccinale ai dipendenti federali. In caso di rifiuto, non sarebbe previsto il licenziamento, ma i soggetti interessati sarebbero sottoposti a frequenti controlli con test molecolari ogni settimana oltre ad avere diverse altre restrizioni come la mascherina obbligatoria e il distanziamento sociale. Le riflessioni in tema del governo americano sono ascrivibili alla crescente preoccupazione per la curva di contagio che, con la variante Delta in circolo, sta tornando a livelli pericolosi. 

In questo senso, il sindaco di New York, Bill de Biasio, ha lanciato una nuova iniziativa per incentivare i suoi cittadini alla vaccinazione: a chi verrà inoculato il vaccino, il comune della Grande Mela garantirà 100 dollari. "Penso che ciò farà la differenza per molte persone" ha detto de BIasio. Al momento il 71% della popolazione adulta newyorkese (corrispondente a 4,9 milioni di persone) ha ricevuto almeno una dose

 

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