Milano, 23 gennaio 2021 - "Ora basta chiamarci eroi, vaccinateci". E' il grido d'allarme dei medici italiani, la cui triste conta delle vittime del Covid è arrivata a trecento. I primi a cadere, a marzo, davanti a un nemico ancora praticamente sconosciuto, sono stati perlopiù medici lombardi che operavano nelle zone che per prime sono state travolte dal Covid: Roberto Stella di Varese, Marcello Natali di Lodi, Ivano Vezzulli, sempre del Lodigiano, Mario Giovita di Bergamo, Raffaele Giura di Como, Carlo Zavaritt, bergamasco, Giuseppe Borghi, di Casalpusterlengo. Ora l'ultimo nome sul memoriale del sito della Federazione degli ordini dei medici è quello di Bartolo Tarsia, 69 anni, medico di medicina generale a Reggio Calabria. La notizia della sua morte è arrivata ieri sera. 

"Trecento medici deceduti per il Covid, mentre esercitavano la loro professione: un numero veramente spropositato, una vera e propria strage in questa pandemia, un prezzo altissimo che la professione medica e odontoiatrica ha pagato per garantire la salute di tutti", avverte Filippo Anelli, presidente Fnomceo. "Avevamo pensato che, nella prima fase della pandemia, la loro morte fosse legata alla carenza dei dispositivi, alla mancata applicazione o attuazione dei protocolli di sicurezza; ma la strage è continuata anche nella seconda fase, anche in questi ultimi giorni''. 

Il dito è puntato contro le mancate vaccinazioni del personale sanitario: "Ogni medico iscritto all'Albo professionale ha il diritto e il dovere di vaccinarsi per proteggere se stesso e i suoi assistiti. Eppure, sono, ad oggi, solamente 790.251 le dosi di vaccino somministrate agli operatori sanitari, su un totale di 1.312.275. Ben 397.583 sono state invece iniettate a personale non sanitario e non appartenente alle altre aree a rischio, quelle degli ospiti delle Rsa e degli over 80". Quasi 400mila dosi, dunque, "sono state
iniettate, a personale non sanitario che lavora negli ospedali, come il personale amministrativo". Queste, prosegue Anelli, "non sono categorie a rischio e avrebbero dovuto essere in coda rispetto agli operatori sanitari, inclusi odontoiatri e medici liberi professionisti non previsti invece nella prima fase della campagna di vaccinazione. Inaccettabile".

Tra gli ultimi medici lombardi sconfitti dal virus c'è Agostino Consolaro, medico in pensione di Gallarate ( Varese), che continuava a visitare gratuitamente i bisognosi. Ancora, l'amato medico sestese Roberto Trezzi, medici di medicina generale di 66 anni che ha combattuto in ospedale per oltre un mese.