A passeggio con la mascherina in centro a Como
A passeggio con la mascherina in centro a Como

Niente più mascherine all'aperto. Un auspicio che sta diventando realtà in diverse zone d'Europa, a partire dalla Francia dove da oggi decade l'obbligo di indossarla, fatta eccezione per alcune situazioni di particolare affollamento come le tribune degli stadi o i mercati.

Una scelta che ricalca quella presa già ad aprile da Israele, in virtù di una campagna vaccinale rapida e massiccia che ha permesso allentamenti e riaperture in anticipio sul resto del mondo. Settimana scorsa era stata la Svizzera ad annunciare lo stop all'obbligo di mascherina, a partire dal 28 giugno; la decisione definitiva del Governo federale elvetico è attesa per mercoledì prossimo, in base alle ultime rilevazioni sull'andamernto della pandemia. Anche la Germania va verso la fine dell'utilizzo della mascherina all'aperto. In alcuni Länder già ora non è più obbligatorio indossarla nemmeno a scuola e nei prossimi giorni sono in programma ulterori allentamenti: ad Amburgo, ad esempio, dal fine settimana l'obbligo resterà limitato praticamente ai soli mezzi pubblici. In Spagna manca ancora una data ma ieri il premier Pedro Sánchez ha annunciato che "presto abbandoneremo anche le mascherine per strada". 

Anche in Italia manca ancora una data ufficiale, ma comincia a circolarne una: giovedì 15 luglio. Nelle intenzioni del Governo l'obbligo di mascherina all'aperto, dunque, dovrebbe venire meno a metà del mese prossimo, ovviamente numeri permettendo. Un approccio più cautelativo, rispetto ad altri Paesi europei. La questione rientra in una più ampia discussione in seno all'Esecutivo che riguarda anche il coprifuoco e la proroga dello Stato d'emergenza, in scadenza il 31 luglio. Il premier Draghi vorrebbe prorogarlo fino a dicembre, ma sul punto non c'è unanimità tra le forze di una maggioranza che, d'altra parte, include praticamente tutto il Parlamento.

In Lombardia, lo stop all'obbligo di mascherine all'aperto era stato adottato lo scorso anno, proprio a metà luglio, seppur con diverse limitazioni. Un'ordinanza del governatore Fontana, sulla scia di uno dei tanti Dpcm approvati in quel periodo, portò l'illusione di un imminente ritorno alla normalità. Il Paese, effettivamente, stava uscendo dalla terribile prima ondata Covid, ma un paio di mesi dopo sarebbe precipitato in un altrettanto dolorosa seconda ondata. Oggi però, forti della campagna vaccinale, la Lombardia e l'Italia tutta dovrebbero affrontare il tema con maggiore tranquillità e consapvolezza.