Green pass obbligatorio dal 6 agosto: esentati i tragitti in Italia
Green pass obbligatorio dal 6 agosto: esentati i tragitti in Italia

Chi si mette in viaggio adesso rischia di dover fare i conti, al rientro, con l'introduzione del Green Pass anche sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza: navi, aerei e treni. L'ipotesi, al vaglio già nel nuovo decreto Covid, è infatti slittata ma non sembra sia stata del tutto accantonata dal governo. L'esecutivo si potrebbe quindi trovare a dover affrontare, non prima della seconda metà di agosto, i nodi legati a trasporti, scuola e lavoro. Molto dipenderà dai contagi e dalla curva epidemiologica. Intanto dilagano in Italia e in Europa le proteste contro il certificato verde, ieri 9mila sono scesi in piazza al Milano urlando lo slogan: "Libertà".

Green pass per i trasporti al rientro dalle vacanze?

Chiusa la partita sul Green pass per i servizi non essenziali, si apre ora quella per le attività fondamentali: scuola, trasporti, lavoro. Quanto ai trasporti, il governo voleva inserire l'obbligo del Green Pass per navi, aerei e treni a lunga percorrenza già nell'ultimo decreto ma poi si è deciso di rinviare la decisione alla seconda metà del mese, anche alla luce dei nuovi dati sui contagi. Chi rientra dalle vacanze a fine agosto potrebbe quindi trovarsi a dover esibire il lasciapassare qualora venga estesa l'obbligatorierà ai trasporti. Per quanto riguarda invece la possibilità che il certificato verde venga esteso ai trasporti pubblici cittadini, pesano le enormi difficoltà per effettuare i controlli.

Il nodo scuola

Intanto si riaffaccia il rebus scuola. A meno di due mesi dalla ripresa delle lezioni, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha già avanzato dubbi: "Difficile ricominciare in presenza a settembre". Ma non è ancora detta l'ultima parola. Il governo, spiegano fonti ministeriali, vuole attendere i numeri reali delle vaccinazioni nel momento in cui entrerà in vigore l'obbligo del Green Pass, l'andamento della curva epidemiologica e la portata dell'eventuale aumento delle ospedalizzazioni.  L'obiettivo indicato da Figliuolo è di avere entro la prima decade di settembre il 60% dei ragazzi vaccinati. Inoltre, il commissario ha chiesto alle Regioni di avere entro il 20 agosto i numeri di coloro che non vogliono vaccinarsi o non possono farlo (ad oggi ce ne sono 222mila). 

Green pass sul lavoro: braccio di ferro tra Confindustria e sindacati

Sul lavoro, dopo la richiesta di Confindustria di estendere il pass anche ai luoghi di lavoro e lo stop dei sindacati, sarà invece il ministro del Lavoro Andrea Orlando a gestire in prima persona la partita, a partire dagli incontri che ci saranno già la prossima settimana. "Sono questioni complesse - ha detto Draghi in conferenza stampa - da discutere con i sindacati".

"Effetto Draghi" sulIe vaccinazioni

Intanto è ormai evidente l'effetto Draghi sulle vaccinazioni. I numeri dicono che nell'ultima settimana sono stati vaccinati con la prima dose o la dose unica (perché hanno già avuto il Covid) quasi 350mila under 30, 118mila dei quali giovanissimi tra i 12 e i 19 anni: una crescita tripla rispetto a quella degli adulti tra i 50 e i 69 anni, fascia nella quale si sono vaccinati negli ultimi sette giorni con la prima o unica  dose in 124mila. In particolare, nella fascia 12-19, per la quale è autorizzato solo Pfizer, sono 1.232.932 i ragazzi che hanno fatto la prima dose o la dose unica, 117.788 in più rispetto a 7 giorni prima. Tra coloro che hanno tra i 20 e i 29 anni - ai quali è stato somministrato Pfizer, Moderna e anche J&J - l'incremento nell'ultima settimana è invece di 231.180. Tra i 12 e i 29 anni, dunque, hanno fatto la prima o l'unica dose in 348.968. Numeri bassi, invece, tra i 50-69enni, classi di età nelle quali ci sono ancora quasi 3,8 milioni di cittadini che non hanno fatto neanche la prima dose e il cui recupero è tra le priorità del governo. Nell'ultima settimana i 50-59enni che hanno fatto la prima dose o la dose unica sono 78.236 mentre nella fascia 60-69 sono 45.652.

Le regioni ora chiedono più dosi

Con l'impennata di prenotazioni vaccinali tra i giovani, le regioni chiedono garanzie sulle forniture di vaccini nelle prossime settimane. Rassicurazioni sono già arrivate dagli uffici del commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo: ad agosto sono attese circa 15 milioni di dosi, nei frigoriferi ce ne sono ancora 4 milioni circa e si continua a viaggiare sulle 500mila somministrazioni al giorno. E ai giovani il governo è andato incontro inserendo nel decreto un articolo con il quale si stanziano 45 milioni per garantire almeno fino al 30 settembre la possibilità di effettuare tamponi a prezzi 'popolari'. Spetterà infatti a Figliuolo, d'intesa con il ministro della salute Roberto Speranza, definire un protocollo con le farmacie e le altre strutture sanitarie per assicurare "la somministrazione di test antigenici rapidi a prezzi contenuti" tenendo conto "in particolare dell'esigenza di agevolare ulteriormente i minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni".