Roma - "Gli italiani si vaccinino, devono proteggere se stessi e le loro famiglie. L'appello a non vaccinarsi è un appello a morire. Senza vaccinazione si deve chiudere tutto, di nuovo". Sono le parole di Mario Draghi, che nel corso di una conferenza stampa ha fatto il punto della situazione sul coronavirus chiarendo che il Green pass non è un arbitrio, ma una condizione per non chiudere le attività produttive. Per quanto riguarda la campagna vaccinale, il premier ha spiegato che "oltre la metà degli italiani ha completato il ciclo vaccinale, l'obiettivo del commissario Figliuolo è stato superato. La pressione sugli ospedali è fortemente diminuita. Ad oggi abbiamo inoculato 105 dosi ogni 100 abitanti, come la Germania, più di Francia e Stati Uniti".

Il testo del decreto / Pdf

"L'Italia cresce"

Secondo il presidente del Consiglio, "i provvedimenti di oggi sono importanti perché introducono il passaporto, la certificazione verde su base abbastanza estensiva, ma dobbiamo ricordarci che il merito del miglioramento è stato della campagna vaccinale. La pressione sugli ospedali è fortemente diminuita, abbiamo circa 160 persone in terapia intensiva. I decessi sono diminuiti. La situazione è in netto miglioramento". Infatti, "alcune proiezioni prevedevano 1.324 decessi a luglio, invece ce ne sono state 21 oggi - ha continuato Draghi -. Le proiezioni che si facevano erano di una realtà peggiore di quella di oggi. La campagna vaccinale ha permesso all'economia di riprendersi, l'Italia cresce a un ritmo anche superiore a quello di altri Paesi europei. Bisogna però tenere alta la guardia, la variante Delta è anche più minacciosa di altre varianti". Sul fronte del Green pass sul posto di lavoro, Draghi ha affermato che il governo "ci sta pensando. E' una questione complessa da discutere con i sindacati".

Estate serena

"L'estate è già serena e vogliamo che rimanga tale. Il Green pass è una misura con cui continuare a esercitare le proprie attività, divertirsi, andare in un ristorante o a uno spettacolo all'aperto o al chiuso con la garanzia di ritrovarsi tra persone non contagiose. E' una misura che ha qualche difficoltà di applicazione, ma dà serenità e non la toglie".

Colori regioni, i nuovi parametri

Rispetto ai nuovi parametri per il passaggio di fascia, "non è più prevalente l'Rt come nei mesi scorsi e neanche l'incidenza - ha spiegato il ministro Speranza -, la modifica sostanziale in accordo con le Regioni è considerare parametro prevalente il tasso di ospedalizzazione". In zona gialla "una Regione andrà solo quando il tasso di occupazione delle terapie intensive supererà il 10%, con l'area medica oltre il 15%". In arancione "si va con le terapie intensive oltre il 20% e l'area medica oltre il 30%. Il passaggio in zona rossa sarà determinato dalle terapie intensive occupate oltre il 30% e il 40% per l'area medica". La ragione del cambio, ha precisato Speranza, "è dovuta al fatto che nel Paese la campagna vaccinale ha superato le 63 milioni di dosi ed è ragionevole pensare che ci possa essere una maggiore circolazione virale senza una ricaduta sulle ospedalizzazioni".