Milano, 13 settembre 2021 - Green pass obbligatorio a tutti i lavoratori? E' l'ipotesi alla quale sta lavorando il Governo. Prima è toccato al mondo della scuola, poi sarà il turno dei lavoratori che sono a contatto con il pubblico e molto probabilmente toccherà anche alle imprese. Il tentativo in atto sarebbe, quindi, quello di muoversi con un unico decreto legge, anche per evitare che ci possano essere discriminazioni e ricorsi. L'idea è sul tavolo ma non e' ancora certa quale sarà la soluzione, possibile che si proceda con gradualità, secondo il principio piu' volte argomentato dal presidente del Consiglio. 

Green pass, il decreto: cosa cambia per scuola e Rsa

La cabina di regia non è stata ancora convocata ma potrebbe tenersi giovedì 16 settembre, nello stesso giorno il Consiglio dei ministri dovrebbe optare perlomeno per l'allargamento del passaporto sanitario alla pubblica amministrazione e in quei luoghi di lavoro come bar e ristoranti dove i clienti sono gia' obbligati a mostrarlo. Non si esclude che in Consiglio dei ministri arrivi anche la riforma del fisco - e' probabile che l'approdo slitti alla prossima settimana - mentre sulla riforma della concorrenza si registra una frenata, se ne parlera' ad ottobre.

I fari sono comunque puntati sulla campagna anti-Covid - oggi sono 2.800 i nuovi casi di contagio e 36 i morti - e soprattutto su come agire sul green pass. Dovranno utilizzarlo i dipendenti pubblici - il ministro Brunetta spinge da settimane in questa direzione - ma anche quelli che lavorano nelle palestre, nei cinema, nei teatri, insomma in quei luoghi dove c'e' il rischio di assembramento. Ma ormai e' sempre piu' ampio il fronte di chi punta a considerare l'estensione del green pass anche alle aziende.  Le parti sociali e i partiti attendono un confronto, ma nel governo si sta valutando pure quando attuare questa misura con l'eventualita' di anticipare i tempi. L'obbligo potrebbe partire alla metà di ottobre, per dare il tempo a chi non ha fatto ancora la prima dose di vaccinarsi. E ci saranno sanzioni severe, pecuniarie e amministrative, per chi non ha il pass.

"Estendere il Green pass senza discriminare nessuno". Ovvero applicare l'obbligo a tutti i lavoratori, del pubblico e del privato. È Giancarlo Giorgetti, capo delegazione della Lega, a spianare la strada alle decisioni del governo. Imporre il pass in tutte le aziende, spiega il ministro, è "un'ipotesi in discussione" in nome della "certezza" da dare alle imprese, per evitare di tornare a chiudere. Il ministro, all'unisono con i governatori del Nord, sembra così spazzare via la prudenza di Matteo Salvini. Il segretario leghista dichiara di "non saper nulla" dell'estensione, ma la convinzione nel governo è che ormai la linea sia largamente condivisa. 

Oggi intanto 4 milioni di studenti sono tornati a scuola in presenza, perché la campanella è suonata in 9 regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, Valle d'Aosta e nella provincia di Trento. Le lezioni sono gia' riprese il 6 settembre per nella provincia di Bolzano, mentre inizieranno domani per 192.252 alunni della Sardegna, il 15 settembre per 1.706.814 bambini e ragazzi delle regioni Campania, Liguria, Marche, Molise e Toscana, il 16 settembre per 829.028 studenti del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia. Gli ultimi a ritornare in classe saranno gli 813.853 alunni delle regioni Calabria e Puglia, il 20 settembre.

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Green pass e scuola: le regole

Ed e' arrivato anche il via libera del commissario all'emergenza, Figliolo, sulla data di somministrazione della terza dose di vaccino. Si partira' dal 20 settembre per le categorie fragili ma e' aperto anche il dibattito sull'eventualita' di procedere per una strategia netta in questa direzione, e non solo per il personale sanitario. Per gli scienziati in ogni caso e' ancora prematuro parlarne. Per il momento le forze politiche continuano a interrogarsi sugli 'step' del presidente del Consiglio con il leader del partito di via Bellerio che frena sull'estensione del green pass. Ma nella Lega a spingere e' il cosiddetto 'fronte del nord', ovvero di chi ritiene il passaporto sanitario uno strumento utile anche per rilanciare il settore privato. E' un fronte che annovera i presidenti di Regione ma anche il ministro dello Sviluppo Giorgetti che allo stesso tempo continua a negare divisioni interne nel partito. La misura di estendere il green pass alle imprese dovrebbe comunque essere operativa solo dopo le amministrative. 

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