A chi devo chiedere il Green pass? Chi lo deve avere? Chi deve controllare? E la badante che va a casa di mia nonna? Deve avere il Green Pass? Glielo devo controllare? Rischio multe? Ma come faccio a lasciare mia nonna senza assistenza se la badante non ha il Grenn pass? Sono i dubbi che stanno assalendo numerosi italiani nella ultime ore, quelle precedenti l'obbligo del Green pass per tutti i lavoratori.

Non sono soltanto le proteste andate in scena nelle piazze di tutta Italia a destare preoccupazione: il mondo produttivo e i sindacati temono infatti il collasso di diversi settori. Sono ancora tanti i nodi ancora da sciogliere, dai controlli ai test per chi non è vaccinato fino alle problematiche che potrebbero emergere nei casi in cui i dipendenti privi di certificato verde anti-Covid non si presenteranno al lavoro.

E alla vigilia dell'entrata in vigore dell'obbligo per i lavoratori, in un giorno sono stati scaricati 563.186 green pass, e di questi la maggioranza, 369.415, dopo il tampone. E' quanto emerge dai dati, aggiornati a ieri, della piattaforma governativa da dove si scaricano i green pass. I restanti certificati sono stati emessi per avvenuta vaccinazione (188.924) e per guarigione (4.847).

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Agrolimentare

In questo settore sono impiegati molti lavoratori stranieri non vaccinati oppure immunizzati con vaccini "non riconosciuti", la cui assenza - anche solo temporanea - potrebbe interrompere intere filiere. E resta aperta la questione dei lavoratori stranieri - in particolare dell'Est - vaccinati con Sputnik, un siero non riconosciuto dall'Ema. Per superare l'empasse ci sono più ipotesi allo studio, una di queste è somministrare una ulteriore dose addizionale con un siero a mRna a chi è vaccinato con sieri non riconosciuti dall'Agenzia europea del farmaco.

Colf e badanti

Secondo alcune stime, sono diverse decine di migliaia i lavoratori domestici che non hanno ancora ricevuto il vaccino e che dovranno comunque essere almeno muniti del risultato negativo del tampone. Anche in questo caso la verifica spetta al datore di lavoro. In questo settore sono impiegati diversi lavoratori stranieri, molti dell'Est Europa immunizzati con Sputnik.

Trasporti pubblici

In questo settore la percentuale di non vaccinati va dal 10% al 20%. L'assenza di tanti autisti potrebbe creare serie difficoltà alla copertura del servizio e al traffico, in particolare nelle grandi città. Inoltre il servizio dei trasporti richiede una organizzazione da effettuare in anticipo in virtù delle turnazioni. Per questo, ad esempio, l'azienda di trasporto pubblico a Roma, Atac, attiverà un monitoraggio delle assenze anomale dal 15 ottobre mentre i sindacati lanciano l'allarme di una ripercussione sul servizio della metro. Rischio disagi al trasporto pubblico in Alto Adige. A Torino l'azienda di trasporto pubblico ha previsto una fast line per tamponi più rapidi ai dipendenti, l'Atm a Milano si sta attrezzando e ipotizza di chiedere con largo anticipo il Green pass ai dipendenti.

Logistica

Il 90% delle merci in Italia viaggia su gomma e diversi autisti potrebbero essere sprovvisti di certificato verde. Inoltre molti di loro sono stranieri e magari immunizzati con vaccini non riconosciuti. Il rischio paventato dai sindacati del settore è che eventuali problemi determinati dalla mancanza del Green pass (e quindi l'assenza dei lavoratori) possa avere un notevole un impatto sulle imprese di trasporto e logistica e conseguenti ricadute sul commercio stesso.

Cantieri

Chi è privo di certificato, non potendo quindi accedere ai cantieri, potrebbe bloccare l'andamento di attività programmate nel campo edile.

Porti

Le navi di bandiera italiana hanno equipaggi internazionali, molti provenienti da Paesi che hanno vaccinato persone con sieri riconosciuti dall'Oms, ma non dall'Ema e quindi non in condizioni di generare il Green pass. Molti portuali sono stranieri e in molti casi, come al Porto di Trieste, un'alta percentuale, il 40%, non ha il Green pass.

Aziende con pochi dipendenti

Per le imprese con meno di quindici dipendenti è prevista la possibilità, dopo che un lavoratore non presenta il Green pass per cinque giorni, di sostituire il dipendente con un altro, sospendendolo per la durata del contratto in quanto assente ingiustificato. Tale sospensione può essere della durata massima di dieci giorni, rinnovabile una volta sola e comunque non può superare il 31 dicembre 2021. In questi casi risulterà difficile trovare un sostituto, ancora di più se è solo per venti giorni.

Vaccinati all'estero

La normativa dovrà coprire anche gli italiani vaccinati all'estero: in attesa della formulazione del Qr Code da esibire ai controlli, sarà sufficiente il certificato cartaceo. La bozza risolve così uno dei primi nodi emersi relativo alle migliaia di connazionali che sono stati immunizzati all'estero ma senza green pass cartaceo o elettronico. Non solo, la bozza specifica che la tessera sanitaria "acquisisce tramite apposito modulo online, reso disponibile sul portale nazionale della Piattaforma-DGC, i dati relativi alle vaccinazioni effettuate all'estero dai cittadini italiani e dai loro familiari conviventi nonché dai soggetti iscritti al Servizio sanitario nazionale che richiedono l'emissione della certificazione verde COVID-19 in Italia per avere accesso ai servizi e alle attività individuati dalle disposizioni vigenti".

Privacy

Un altro tema caldo era quello della conservazione dei dati sensibili sulla salute dei lavoratori:  il decreto esplicità il divieto di conservare qr code per altre finalità diverse da quelle legate all'ingresso nei luoghi di lavoro. In questo senso è stata chiesta un'opinione al Garante della Privacy. I controlli elettronici tramite App, dunque, saranno tali da non conservare e registrare i dati sensibili. ", E' fatto esplicito divieto di conservare il codice a barre bidimensionale (QR code) delle Certificazioni verdi COVID-19 sottoposte a verifica - si legge nella bozza - nonché di estrarre, consultare, registrare o comunque trattare per finalità ulteriori rispetto a quelle previste" dalla legge in esito ai controlli".

Esenzioni

Sono esentati dall'obbligo di green pass sul luogo di lavoro coloro che possono esibire un certificato rilasciato da medico di base o centro vaccinale che attesti l'impossibilità di ricevere  la vaccinazione per ragioni di salute.

Le conseguenze per il lavoratore

Il dipendente che dichiara di essere senza green pass viene considerato in assenza ingiustificata e perderà lo stipendio fino a quando non si adeguerà alla nuova normativa. Il rapporto di lavoro è sospeso ma il dipendente non ne perderà la titolarità nè sarà sottoposto a sanzione disciplinare. Se invece il dipendente sprovvisto di green pass entra in azienda ignorando il divieto e aggirando i controlli è prevista una multa che va da 600 a 1.500 euro. Nelle aziende con più di 15 dipendenti il lavoratore a casa senza stipendio non può essere sostituito. In quelle con meno di 15 addetti la sostituzione è possibile per un periodo di 10 giorni prolungabili di altri 10.

I rischi per il datore di lavoro

Anche in questo caso sanzione amministrative da 400 ai 100 euro al datore di lavoro che non effettua i controlli per i quali deve essere nominato un responsabile. I controlli possono essere effettuati tramite la app VerificaC19 scaricabile sul telefonino degli addetti alle verifiche. Tuttavia moltissime aziende stanno allestendo totem elettronici con la stessa funzione simili, per intenderci, ai termoscanner. All'ingresso nella sede lavorativa dipendenti, fornitori e ospiti devono passare il qr code nell'obbiettivo e attendere il "semaforo verde". Possono essere effettuati controlli a campione, anche se viene ritenuto unanimemente preferibile il check in all'ingresso.

Controlli in anticipo

 "Per far fronte a specifiche esigenze di natura organizzativa, come ad esempio quelle derivanti da attività lavorative svolte in base a turnazioni, o connesse all'erogazione di servizi essenziali, i soggetti preposti alla verifica del Green pass possono richiederlo ai lavoratori "con l'anticipo strettamente necessario e comunque non superiore alle 48 ore, ciò anche in relazione agli obblighi di lealtà e di collaborazione derivanti dal rapporto di lavoro". Anche questo prevede il nuovo dpcm.

Pubblica amministrazione

Nel frattempo il presidente del Consiglio, Mario Draghi, su proposta del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e del ministro della Salute, Roberto Speranza, ha anche firmato le linee guida relative all'obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde Covid-19 da parte del personale delle pubbliche amministrazioni, a partire dal prossimo 15 ottobre. Oltre ai lavoratori dipendenti della singola amministrazione, sono soggetti all'obbligo i dipendenti delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia, di ristorazione, di manutenzione, di rifornimento dei distributori automatici, i consulenti e collaboratori e i prestatori o frequentatori di corsi di formazione, come pure i corrieri che recapitano all'interno degli uffici posta d'ufficio o privata. Sono esclusi soltanto gli utenti.

La app per controllare il Green pass