L’ultima manifestazione milanese contro l’obbligo di Green pass
L’ultima manifestazione milanese contro l’obbligo di Green pass

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Sbandati, persone senza una ideologia politica e sconosciute alle forze dell’ordine attirate dalla violenza nelle piazze. Estremisti di destra sotto osservazione, così come la galassia antagonista. L’alzarsi dell’asticella dello scontro è monitorata con attenzione dall’anti-terrorismo milanese, in attesa della prossima manifestazione “No green pass“ che sabato prossimo coinciderà con l’entrata in vigore dell’obbligo della certificazione per accedere ai luoghi di lavoro. Intanto scattano le prime condanne in Tribunale nei confronti di manifestanti, protagonisti dei disordini, che sembrano accomunati da profili simili. Non appartengono a organizzazioni politiche ma appaiono piuttosto come “cani sciolti“, radunati per protestare contro il Governo e i suoi provvedimenti attraverso gruppi Telegram con dietro una regia. Una piazza che, a differenza di Roma, sembra meno connotata dalla presenza dell’estrema destra. Ieri è stato condannato a 8 mesi di reclusione, con pena sospesa e non menzione, il 26enne arrestato durante la manifestazione “No green pass“ dello scorso 2 ottobre con l’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Lo ha deciso la giudice di Milano Maria Teresa Guadagnino, al termine del processo che si è svolto con rito abbreviato, quindi con lo sconto di un terzo della pena. Il giovane, incensurato, che si trovava in carcere per via della misura cautelare perché non aveva una residenza fissa, è stato liberato.
«Sono atti riconducibili certamente alla resistenza a pubblico ufficiale - le parole del pubblico ministero che si è visto accogliere la richiesta di condanna a 8 mesi - e rappresentano nei fatti il superamento di determinati comportamenti urbani che sarebbe stato giusto attendersi". Ieri un altro giovane arrestato lo scorso 2 ottobre e poi finito ai domiciliari, ha patteggiato la pena di 6 mesi di reclusione. Oggi si aprirà il processo a carico di altri due partecipanti alla stessa manifestazione che si trovano ora ai domiciliari. Dovrà presentarsi invece davanti alla polizia giudiziaria tre volte alla settimana per firmare il 25enne arrestato sabato scorso durante il corteo No Green pass a Milano per avere colpito violentemente alla schiena un poliziotto in servizio e che ha riportato una prognosi di 7 giorni. Il Tribunale di Milano ha emesso l’obbligo di firma per il ragazzo, al termine del processo per direttissima. Lunedì scorso era stata emessa la misura cautelare in carcere per uno dei cinque manifestanti a processo a Milano per direttissima, dopo essere stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale dopo il corteo No Green pass di sabato 2 ottobre. Per gli altri tre manifestanti la giudice aveva disposto gli arresti domiciliari e una quinta persona che ha partecipato al corteo, di origine straniera, è stata invece liberata. Le indagini sulle manifestazioni sono coordinate da Alberto Nobili, il responsabile dell’anti-terrorismo milanese, nel contesto della più ampia inchiesta sulla galassia No vax e No Green pass che ha portato a perquisizioni e accertamenti della Digos ancora in corso.