Londra - Restano alti i nuovi contagi Covid-19 in Gran Bretagna, sebbene oggi si sia registrata una leggera flessione dell'incremento giornaliero rispetto alla giornata di giovedì. I nuovi positivi accertati nelle ultime 24 ore sono 49.298 (quasi 3.000 meno di ieri) su oltre un milione di tamponi. In aumento i decessi, che si attestano a 180 contro i 115 di ieri, per una una media settimanale di vittime che si attesta a quota 130 morti. Complessivamente sotto il livello di guardia infine il totale dei ricoveri in ospedale (in leggero aumento da 8.100 a 8.200 circa, ma lontani dai picchi di 39.000 dei mesi scorsi).  A incidere è l'effetto barriera attribuito al doppio vaccino somministrato finora nel Paese a circa all'80% della popolazione, con un rilancio delle vaccinazioni quotidiane a circa 80.000. E proprio sulla campagna vaccinale punta il governo targato Boris Johnson che ieri ha spiegato di non essere intenzionato a far scattare il "Piano B", reintroducendo limitazioni anti-Covid o l'obbligo di mascherina al chiuso.  Questo nonostante l'appello dei medici britannici (British Medical Association) che temono una pressione insostenibile sull'Nhs (servizio sanitario nazionale). Ma la linea del premier è chiara. Johnson, ha assicurato che non c'è "assolutamente niente che indichi" che il Regno Unito entrerà in un nuovo lockdown questo inverno, ma ha anche avvertito che il governo farà "qualunque cosa per proteggere la popolazione". Il primo ministro britannico non ha escluso di ridurre da sei a cinque mesi dall'ultima dose l'attesa per il richiamo del vaccino anti Covid che secondo molti, fra cui l'ex ministro della Sanità Jeremy Hunt, aumenterebbe la percentuale del pubblico completamente protetto.  Fonti di Downing Street hanno confermato che il governo sta esaminando l'opzione, anche se avrebbe dovuto essere raccomandata dal Comitato congiunto indipendente per le vaccinazioni e l'immunizzazione (Jcvi).

Gb: un contagiato ogni 60 persone

Secondo le stime settimanali dell'Office for National Statistics (Ons, equivalente britannico dell'Istat) risale la percentuale complessiva del totale di persone contagiate al momento dal Covid nel Regno Unito, dopo il calo dei precedenti 7 giorni censiti, L'indicazione - ricavata peraltro da un numero di test molto elevato, impennatosi giusto ieri a oltre 1,1 milione in 24 ore - conteggia una somma d'infezioni, riferita alla settimana del 15 ottobre, pari a un individuo ogni 60 abitanti del Paese: vale a dire, in cifra assoluta, circa 1,1 milione di contagiati. L 'indice Rt inglese è aumentato arrivando a un valore compreso fra 1.0 e 1.2: Un valore compreso fra 1.0 e 1.2 significa che 10 persone contagiate trasmetteranno a loro volta il virus ad altre 10-12. La scorsa settimana l'indice era fra 0.9 e 1.1. La crescita quotidiana dei contagi è stimata fra +1% e +3%, in aumento rispetto alla forchetta della settimana scorsa compresa fra -1% e +2%. Le stime segnalano il maggiore incremento nella fascia di età dei bambini fra i 7 e gli 11 anni, per i quali le autorità medico-sanitarie dell'isola non raccomandano per ora i vaccini; e fra cui comunque i casi asintomatici o non gravi restano dominanti. Nella suddivisione fra le 4 nazioni del Regno, il Galles fa registrare il tasso di casi più alto (uno ogni 45 abitanti), seguito dall'Inghilterra (uno ogni 55, contro uno ogni 50 del picco di gennaio) e dalla Scozia (in testa nelle settimane scorse dopo aver riaperto per prima le scuole, ma ridiscesa ora a uno ogni 90). Il dato migliore resta invece quello dell'Irlanda del Nord (uno ogni 130), dove tuttavia suscita polemiche la decisione del governo locale di Belfast (autonomo da Londra sull'emergenza pandemia al pari di quelli di Edimburgo o di Cardiff, in forza dei poteri della devolution) di annunciare oggi stesso un ulteriore allentamento dei controlli precauzionali per discoteche e locali notturni.

L'appello su smartworking e mascherine

L'ultima sollecitazione per il ripristino di cautele anti Covid (molte delle quale recovate con il "Freedom Day" del 19 luglio) arriva dall'interno del Sage, organismo consultivo composto da medici e scienziati che assiste l'esecutivo nella gestione della pandemia, dalla cui file si leva in queste ore il suggerimento di un ritorno a una direttiva ad ampio raggio in favore del lavoro a distanza per far fronte alla nuova impennata di casi. Secondo i consulenti in questione, un'azione tempestiva su questo fronte potrebbe allontanare il rischio di trovarsi nella condizione di dover reimporre più avanti restrizioni di maggior peso. E contribuire a invertire nuovamente la curva dei contagi. Altri specialisti, e responsabili di strutture del sistema sanitario nazionale (Nhs), insistono da parte loro nell'invocare un ricorso più diffuso alle mascherine, dopo che lo stesso governo Johnson - pur avendo cancellato dal 19 luglio qualunque obbligo legale sul loro utilizzo - è tornato a "raccomandarlo" questa settimana ad alta voce a tutti i cittadini all'interno della metropolitana, degli altri mezzi di trasporto collettivi o nei luoghi pubblici più affollati.

Cosa rischia l'Italia?

In Italia oggi sono 3.882 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 3.794. Sono invece 39 le vittime in un giorno (ieri 36).  Sono 487.218 i tamponi molecolari e antigenici mentre ieri erano  574.671. Il tasso di positività è allo 0,8%, in  aumento rispetto allo 0,66% di ieri. Il ministro della Salute Roberto Speranza ieri ha ricordato che "la sfida contro il Covid è ancora aperta, i dati che in queste ore arrivano dalla Gran Bretagna segnalano come la partita ci vede in una situazione diversa rispetto ad alcuni mesi fa perché abbiamo finalmente i vaccini che sono la vera arma per aprire una stagione diversa. Ma dobbiamo tenere ancora grande prudenza, cautela e attenzione" all'andamento epidemiologico. Come sottolineato da Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all'università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell'Asst Spedali Civili "la nuova variante Delta AY.4.2 del coronavirus Sars-CoV-2, il mutante che in queste ore preoccupa il Regno Unito, "è già arrivata in Italia. A Brescia addirittura ne abbiamo visti 2 casi in una survey condotta a fine agosto, e molto probabilmente siamo stati i primi a individuarla. Ma da allora siamo a oltre 80 sequenze depositate a livello nazionale. La maggior parte delle notifiche sono avvenute dalla metà di ottobre, ma questo - ha detto l'esperto -   dipende dal fatto che ora c'è la necessità di monitorarla. E cercando, naturalmente, si trova". 

Pregliasco: spero non si arrivi a numeri Inghilterra

"Io spero che non si arrivi ai numeri dell'Inghilterra. Si può non arrivare a quei numeri, dobbiamo però essere molto flessibili e immaginare a questo punto anche una rivaccinazione dei più giovani, quelli sotto i 60 anni, a 6 mesi dalla seconda dose" ha detto all'Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano, commentando i dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia su Covid-19.  "Noi siamo ancora messi bene - ha sottolineato- ma dobbiamo attrezzarci contro uno scenario che potrebbe essere quello".  

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Ricciardi: variante Delta plus per ora non preoccupante

Gli ultimi studi britannici hanno rafforzato intanto l'allarme, almeno potenziale, sulla minaccia di una nuova sotto-variante del ceppo Delta (attualmente dominante quasi ovunque nel mondo), la cosiddetta Delta Plus. Una mutazione che per ora non prevale sul ceppo originario, ma che nel Regno, secondo dati riportati oggi, ha raggiunto un 6% di contagi (oltre a comparire in diversi altri Paesi) confermandosi all'apparenza ancor più trasmissibile della Delta 'semplice'. Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute ai microfoni di 'L'aria che tira' su La7 ha sottolineato che la Delta plus "è una variante" del Covid-19 "che per il momento non è ancora preoccupante ma è sotto osservazione perché sembra che abbia un'ulteriore capacità di contagio rispetto alla variante Delta che è già disastrosa".  "In Italia la Delta plus ancora non circola ma - ha ammonito Ricciardi - dobbiamo stare in guardia perché con gli aerei che circolano ogni giorno da tutte le parti del mondo dobbiamo vigilare".  "Le ultime 4-5 varianti - ricorda l'esperto - sono emerse tutte in Inghilterra, perché quando tu non governi fai emergere le varianti. Se gli inglesi non fossero vaccinati non avrebbero 200 morti al giorno ma ne avrebbero 2000". 

La pandemia in Europa e Usa

Torna a salire il numero dei morti da Covid-19 sia in Europa che in Usa. Nell'ultima settimana, a livello mondiale i decessi sono stati il 2 per cento in più rispetto a quella precedente, 6.905 al giorno. In particolare, in Europa il numero dei morti è cresciuto del 10 per cento e negli Stati Uniti del 9 per cento, così come in Canada. In controtendenza rispetto a questo andamento l'Asia (-17 per cento). Gli Usa hanno avuto anche il maggior numero di decessi in un giorno, ovvero 1.703, davanti alla Russia (1.011) e alla Romania (389). L'indicatore dei contagi rimane invece abbastanza stabile a livello mondiale, con un leggero rialzo del 2 per cento nell'ultima settimana (410.654 casi in tutto), ma la situazione si differenzia molto da zona a zona. La Siria è il paese in cui l'epidemia accelera di più, con 1.459 nuovi positivi al giorno (+153 per cento). Al contrario, con 1.840 contagi quotidiani Cuba è il paese che fa registrare la frenata più forte (-38 per cento). Gli Stati Uniti restano di gran lunga il Paese con il maggior numero di nuovi casi di Coronavirus in valore assoluto anche questa settimana, con 75.442 contagi giornalieri.

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