Operatore al lavoro sul vaccino anti Covid (Ansa)
Operatore al lavoro sul vaccino anti Covid (Ansa)

Milano, 1 dicembre 2020 - In Lombardia la curva dei contagi da Coronavirus si sta stabilizzando, ma non è il momento di abbassare la guardia. "Probabilmente avremo una terza ondata, questa arriverà a gennaio", ha detto l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera in Consiglio regionale, rispondendo a una interrogazione delle opposizioni che chiedevano iniziative urgenti "per ridurre il livello di tensione tra Direzioni generali delle aziende ospedaliere e medici ospedalieri". "Abbiamo bisogno che le persone in prima linea ritrovino la forza, la motivazione per continuare ad andare avanti a curare le persone che inevitabilmente andranno negli ospedali. Il mio impegno è assoluto", ha aggiunto Gallera. Nel frattempo, la Regione continua la sua corsa al vaccino. E proprio Gallera, oggi, ha presentato i primi punti del piano che sta studiando per l’arrivo delle dosi.

Popolazione target individuata: 260.000 unità

La popolazione target individuata è pari a circa 260.000 unità, composta da operatori sanitari delle strutture pubbliche, delle strutture private accreditate e dal personale e ospiti delle Rsa. "Il numero esatto sarà oggetto di indagine in conseguenza della messa a disposizione delle informazioni sul vaccino. La somministrazione verrà pianificata per fasi in ogni struttura, così da evitare il blocco dell’operatività delle stesse se dovessero manifestarsi effetti collaterali", ha detto Gallera.

La distribuzione 

La prima ipotesi formulata prevede la distribuzione nelle sedi principali delle Asst e gli Irccs pubblici, "a cui eventualmente aggiungere qualche presidio per una migliore copertura territoriale, e nelle strutture private accreditate. Attraverso le Asst verrà assicurata la messa a disposizione o la somministrazione alle Rsa", ha spiegato sempre l'assessore. Quando saranno disponibili ulteriori vaccini "si procederà all'allargamento delle categorie di cittadini, anche attraverso modalità differenti di somministrazione per una campagna di larga scala (anche attraverso drive-through) a partire dalle persone con un elevato livello di fragilità, cosa per le quali si ritiene fondamentale un accordo per il coinvolgimento dei medici di medicina generale se si dovesse disporre di grandi quantità".

Controllo, conservazione e somministrazione

La Lombardia aveva individuato 205 siti ospedalieri per stoccare le dosi, ma su indicazione del commissario Domenico Arcuri saranno 66 le strutture operative per i vaccini Pfizer, i primi di cui si prevede la disponibilità "pur senza ancora aver stabilito date e quantità in consegna".  "In attesa di eventuale documentazione messa a disposizione dal produttore e dalla struttura commissariale, sono state elaborate schede informative e procedure per la gestione del vaccino", ha spiegato Gallera. In base a queste informazioni, "una volta validate le strutture destinatarie si provvederà alla formazione del personale coinvolto per il ricevimento, la registrazione e conservazione, la gestione e la somministrazione". Quest'ultima sarà pianificata per fasi in ogni struttura ospedaliera, in modo tale "da evitare il blocco dell'operatività se dovessero manifestarsi effetti collaterali" anche lievi. 

Gara per 90 freezer

Per la conservazione delle dosi, a -75°C (+/- 15°C), è stata indetta una gara per l'acquisto di 90 freezer. Ma Gallera ha anche fatto sapere che "on aggiunta a questa sono in definizione i fabbisogni di mezzi e infrastrutture aggiuntive per una piena operatività delle strutture di distribuzione e somministrazione".

Responsabile operativo regionale

Infine, alla Lombardia è arrivata da parte del governo la richiesta di "individuazione di un responsabile operativo regionale" per il piano di distribuzione dei vaccini contro il coronavirus. "All'interno della dg Welfare è stato costituito un gruppo di lavoro per elaborare il piano, rispondere alle richieste della struttura commissariale e definire gli aspetti organizzativi e operativi per far fronte a tutte le attività del piano". Dopo la prima fase focus sull'allargamento delle categorie prioritarie "per poi arrivare alla popolazione, in relazione alla disponibilità effettiva dei prodotti", ha concluso l'assessore al Welfare.