A scuola con la mascherina
A scuola con la mascherina

Milano, 2 febbraio 2021 -  A quasi un mese dalla riapertura delle scuole dopo le vacanze natalizie (in Lombardia solo fino alla prima media sempre in presenza) gli occhi degli epidemiologi sono incollati all’andamento dei nuovi casi di coronavirus rilevati in ambito scolastico. Dal monitoraggio dell’Ats Metropolitana emerge che nelle scuole del Milanese e del Lodigiano la settimana scorsa sono aumentati del 50% rispetto alla precedente: 363 nuovi positivi (di cui 267 studenti e 96 tra docenti e personale non docente) scoperti tra il 25 e il 31 gennaio, mentre dal 18 al 24 gennaio erano stati 239 (61 operatori e 178 studenti), anche lì in aumento, più lieve, rispetto ai 198 (148 alunni e 50 lavoratori) della settimana precedente. I numeri dei “contatti“ posti in isolamento vanno di conseguenza: 1.729 (di cui 1.650 studenti) nella settimana dall’11 al 17 gennaio, 2.375 (di cui 2.241 studenti) la successiva, 3.254 (3.090 studenti) la settimana scorsa.

Sono ancora numeri contenuti rispetto alla progressione impressionante osservata all’apertura dell’anno scolastico (e con molte meno limitazioni alla didattica in presenza), coi casi inesorabilmente raddoppiati ogni settimana sino al picco di 2.616 registrati dal 2 all’8 novembre dall’Ats Metropolitana; e però sono segnali osservati con grande attenzione, perché allora il boom dei contagi a scuola anticipò, quantomeno, l’arrivo della seconda ondata. I contagi in autunno esplosero soprattutto nella fascia d’età 14-18 anni, che però è difficilmente imputabile per questa piccola ripresa di fine gennaio, dato che le superiori, ripartite in didattica a distanza totale la prima settimana per l’ordinanza regionale poi annullata dal Tar e la seconda per la zona rossa “impropria“, al netto delle occupazioni autoproclamate "sicure" (col pretesto di test rapidi a pagamento) di fatto sono tornate in classe solo la scorsa settimana. Ed è troppo presto anche per escludere che il trend ascendente sia dovuto, anche, a un aumento dei test: il tracciamento dell’Ats non si è fermato durante le vacanze, ma sicuramente i genitori di un ragazzino che manifesta qualche sintomo sono più inclini a correre a fargli fare un tampone quando questi deve andare a scuola, piuttosto che quando la scuola è chiusa. Al momento, l’aumento dei casi nell’Ats Metropolitana è distribuito tra tutte le fasce d’età, con una decina d’istituti sotto osservazione perché vi si sono verificati più casi in classi diverse.

E un focolaio acclarato in una prima media di Gessate, del quale Il Giorno ha riferito sabato: contagiati dieci alunni della stessa classe, tre operatori scolastici e cinque docenti, almeno uno dei quali insegna anche in una classe di un altro plesso dell’istituto, a Cambiago, dov’è stato trovato un alunno positivo. Com’era già stato anticipato alla preside dell’istituto comprensivo dall’Ats venerdì, sarà offerto lo screening coi test rapidi all’intera scuola di Gessate e ad alcune classi di Cambiago, tra oggi, domani e giovedì al drive-through di Linate.

 Intanto la Lombardia ieri è entrata in zona gialla con 1.093 nuovi positivi (305 nel Milanese e 156 in città) scoperti da 17.151 tamponi domenicali, di cui 2.543 rapidi. E sempre un quadro di ospedali che dalla seconda ondata non si sono mai svuotati veramente com’era avvenuto nella bella stagione seguita al primo e mai così duro lockdown: tra aumenti leggeri e leggere discese le terapie intensive nell’ultima settimana hanno navigato intorno ai 370 ricoverati (ieri 371, più 9 dal giorno prima), i reparti Covid intorno a quota 3.500 (ieri 3.489, meno 14). L’ultimo monitoraggio dell’Ats Metropolitana cristallizza un Rt per data tampone consolidato al 26 gennaio di 0.93 come media degli ultimi sette giorni e di 0.89 negli ultimi 14; nel comune di Milano l’Rt al 27 gennaio è di 0.88 e 0.90 rispettivamente.