Milano, 21 agosto 2019 -

LETTERA

In questo periodo fanno effetto i morti annegati, ma non può passare inosservata la sequenza di incidenti - molti mortali o con feriti gravi - che ha caratterizzato questi giorni agostani. Così come mi sembra in aumento l’incidenza delle persone che viene trovata al volante non proprio in possesso della facoltà per guidare. Credo che questo continui a rappresentare il principale problema da risolvere che non è spiegabile con le sole strade malmesse. Luca B., Milano

RISPOSTA

Se ne parla da anni, così come ormai risulta difficile contare le campagne d’informazione e prevenzione eppure l’ultimo rapporto dell’Aci si conclude con dati sconfortanti: non solo non si riuscirà nell’intento di ridurre la soglia degli incidenti stradali, visto il trend quelli mortali sono dati un aumento con un altro particolare inquietante. Degli oltre 58mila incidenti rilevati delle forze dell’ordine circa il 10% si è concluso con accertamenti positivi all’alcoltest e oltre il tre per cento agli stupefacenti. Inoltre se è vero che sono diminuite le sanzioni per guida in stato di ebbrezza sono aumentate quelle per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Quanto basta per far capire che la strada da compiere in termini di sicurezza stradale non passa solo da strade meglio mantenute e veicoli ancor più sofisticati nelle dotazioni di assistenza alla guida, ma anche e soprattutto dalla responsabilità di chi si mette al volante. Ed il fatto che l’età media degli automobilisti trovati positivi a queste sostanze vada dai 25 ai 32 anni - quindi persone che dovrebbero essere ben consapevoli - la dice lunga su quanto sia lungo il lavoro da compiere.ivano.costa@ilgiorno.net