Milano, 20 gennaio 2020 - 

LETTERA

Che non siano un toccasana non c’è dubbio, ma che siano anche fonte di smog all’idea mi ci devo abituare. Questi nuovi divieti di fumo che Milano intende introdurre per far fronte all’emergenza aria mi sembrano il tentativo di spegnere un incendio con un bicchiere d’acqua. Gianni P., Milano


RISPOSTA

Quelli che potrebbero entrare subito in vigore più che norme rivoluzionarie paiono semplicemente un richiamo all’educazione: niente fumo alle fermate dell’autobus e tantomeno se si è in coda magari per entrare in un museo. Poi quello che sarà da oggi al 2030 si vedrà. Certo ha colto un po’ di sorpresa l’associazione fumo causa di smog, quindi una questione da inserire nel regolamento ClimaAria. Un eccesso? Un atto inutile? Le risposte lasciamole ad esperti e ricercatori, resta invece evidente il senso di confusione con cui si procede nell’affrontare la questione. Se in molti comuni lombardi si è rinunciato ad accendere i tradizionali falò di Sant’Antonio, Milano si è orientata verso questi divieti stringenti sui fumatori e tra i piani ha inserito anche la questione forni a legna delle pizzerie. Che succederà? Un censimento di tutti i locali, con conseguente conversione del sistema di cottura? Tante ipotesi, tutte fumose.  ivano.costa@ilgiorno.net