Milano, 14 ottobre 2019 -

LETTERA

SI PASSA dalla difficoltà che hanno le scuole dell’obbligo che arrivano a chiedere contributi alle famiglie per materiali di cancelleria e altro, al discutere dell’importanza della ricerca e della formazione universitaria. Nel mezzo un tasso di abbandono scolastico che ci vede tra i primi Paesi in Europa. Credo che basti e avanzi per capire quanto sia necessario intervenire sulla scuola dandole nuovi strumenti e investendo. Ma pare non si voglia capire che ne va del futuro nostro e dei nostri figli. Sandro C., Bergamo

RISPOSTA

IN DIECI ANNI il comparto scuola si è visto progressivamente tagliare 9 miliardi di euro. Altre “aggiustatine” per far quadrare il bilancio sarebbero letali, visti i tempi già mantenere l’attuale livello di investimenti sarebbe un risultato. Non ci si può stupire quindi che ogni anno il tema della scuola si riproponga con toni più o meno cupi. È un fatto naturale perché alle scelte politiche di riforma - condivisibili o meno - non hanno fatto seguito, e lo dice Unioncamere, stanziamenti come dimostrano i 9 miliardi che hanno preso altre vie negli ultimi dieci anni. Parlare di università, ricerca, necessità di arginare la fuga di grandi competenze all’estero diventa un esercizio di stile se non si riparte dagli investimenti. Oggi, con i fondi a disposizione, a stento si fa fronte alle carenze strutturali. ivano.costa@ilgiorno.net