MIlano, 5 giugno 2020 - 

LETTERA 

Sembra che in un secondo si debbano recuperare anni. Tanta fretta per liberare fondi non vorrei finisse con l’innescare misure che anziché garantire un recupero “diffuso” avvantaggino pochi. Vanno poste le basi per un’economia diversa, prendiamoci dei giusti tempi. Gianni P., Lodi

RISPOSTA

Ai timori diffusi per tanta frenesia una risposta è arrivata, precisa. La si trova nelle parole del presidente della Corte dei Conti della Lombardia che nella relazione annuale ha messo subito l’impegno a vigilare sul corretto impiego delle risorse finanziarie pubbliche che saranno necessariamente destinate a sostenere la ripresa economica «non potranno essere tollerate - ha detto - pratiche elusive della legalità da parte di amministratori pubblici e dei privati destinatari del sostegno finanziario». Come dire, la voglia di ripresa è tanta, ma per ridare lustro all’intero Paese. Se qualcuno pensa di poter speculare su questo stato di necessità per scopi personali non avrà sconti. E i meccanismi di controllo non mancano, si tratta di farli funzionare e di riacquistare anche un po’ di fiducia nelle istituzioni che avranno un bel daffare anche nel monitorare l’“economia parallela” della criminalità organizzata che con la ripartenza potrebbe trovare nuovi “filoni d’investimento” oltre a quelli che già ben si conoscono.