Milano, 6 giugno 2020 - 

LETTERA

Caro Direttore, sul sito del ”Giorno” ho letto di una scoperta dei ricercatori della Bicocca sul meccanismo con cui il coronavirus aggredisce i malati. A quanto ho capito provoca dei danni circolatori. Ogni giorno, però, escono notizie di nuovi studi e si fatica a comprendere se siano davvero utili alle cure. Luca, Monza

RISPOSTA

A noi profani la scienza sembra sempre qualcosa di misterioso e distante, ma questa volta il risultato raggiunto dai ricercatori dell’ateneo milanese e dai medici dell’ospedale di Monza sembra invece molto concreto e vicino alle necessità quotidiane delle cure ai pazienti affetti dal coronavirus. Dall’inizio dell’epidemia, dopo l’osservazione dei danni sui malati delle Terapie intensive, si era capito che non solo la polmonite, ma anche i problemi alla circolazione sanguigna erano rischi gravi per i casi di Covid. Per questo si era intervenuto, in modo empirico, senza conferme specifiche, con farmaci che miglioravano il flusso del sangue. Ora, avere scoperto il meccanismo fisiologico con cui il virus aggredisce le cellule non è soltanto una medaglia da spendere in ambito accademico, ma un passo avanti concreto nell’aiuto ai malati. Sapere come agisce il nemico invisibile, infatti, sarà indispensabile per dosare i tempi e le quantità dei farmaci da somministrare. Soffriranno meno persone e ne guariranno di più: segno che anche nel campo della ricerca la Lombardia sa essere un’eccellenza.