Milano, 14 settembre 2018 - 

LETTERA

 Caro direttore, la commemorazione dei 43 morti della tragedia del ponte crollato a Genova è ovviamente doverosa. Ma, un mese dopo il disastro, centinaia di famiglia vivono ancora in condizioni difficilissime, la città è tagliata in due, e io non ho visto groasi passi in avanti. Invece bisogna andare oltre questa situazione e restituire ai cittadini la normalità di cui hanno assolutamente bisogno. Perché si sta perdendo tutto questo tempo? Giovanni G., Lodi

RISPOSTA

Sono tre le cose importanti da fare dopo quello che è successo a Genova. La prima: evitare che possa accadere ancora di veder crollare un ponte, ed è indispensabile quindi un piano organico di manutenzioni ordinarie e straordinarie. La seconda: ricostruire rapidamente e nel migliore dei modi l’attraversamento, uno snodo fondamentale per la città e per l’economia del Nord Italia. La terza: accertare, senza esitazioni né tentennamenti, tutte le rtesponsabilità per quel che è acceduto, celebrare il processo e arrivare alle condanne. Il resto lascia il tempo che trova: non c’è tempo per le polemiche, le schermaglie politiche, le battaglie di retroguardia.Certo, fa sorridere che il Decreto Urgenze arrivi dopo un mese, e non senza fatica. Ma noi cerchiamo di restare concentrati sui fatti. sandro.neri@ilgiorno.net