Milano, 22 ottobre 2019 - 

DOMANDA:

Uno strano acquazzone, con tanto di lampi. Evento insolito, ma non basta per giustificare il fatto che ieri mattina una larga parte di Milano si sia trovata a fare i conti con allagamenti e strade impraticabili, con due direttrici bloccate per sottopassi allagati. Davide G., Milano

RISPOSTA:

Un bagno di umiltà. Nella Milano lanciata verso mete “siderali”, del “posto dove essere” ci ha pensato la pioggia a smorzare velleità da “bauscia”. Non si discute il dato statistico: in poche ore è caduta tanta pioggia pari alla metà di quella caduta in tutto il mese di ottobre (peraltro poco piovoso... fino all’ultimo week-end) e al dieci per cento di tutto l’anno. Drammaticamente logico, quindi, per i residenti a Niguarda ritrovarsi col fiato sospeso per il Seveso pronto a straripare, un po’ meno la decina di sottopassi pieni d’acqua in vari punti della città, non esattamente vicini tra loro. Quanto è bastato per mandare in tilt il traffico del mattino. Sorge un dubbio: non è che i sistemi di deflusso non siano efficienti? Seguirà verifica, ma andando incontro alla brutta stagione forse si poteva evitare un lunedì da “bollino nero”. Senza citare le cinque scuole chiuse per infiltrazioni. E non è finita visto che l’allerta meteo resta sul colore arancione. Questa volta Milano non può fregiarsi di essere un modello. Certo l’immagine del Duomo è stata preservata, ma non c’è solo il centro. ivano.costa@ilgiorno.net