Varese, 19 gennaio 2020 - 

LETTERA

Con Anastasi se ne va un altro pezzo della storia del calcio italiano, quella degli anni Settanta, quando eravamo giovani... e ancora ricordo quel 5-0 alla Juve firmato dal Varese in quel campionato del ’68 in cui finì al settimo posto. Che tempi... Enrico C., Varese

RISPOSTA

Come passa il tempo. E più scorre, più c’è il rischio di arenarsi su quel «ti ricordi?» che ammanta tutto di nostalgia. Sulla morte di Pietro Anastasi, bomber anni ’70 non solo bianconero ma anche a sorpresa dell’Italia campione d’Europa, il rischio di cadere nella retorica di come erano frizzanti quegli anni del calcio va corso. Primo, perché il personaggio con la sua forza, la sua tenacia ha una storia avventurosa di un ragazzo che dalla Sicilia arriva a Varese e affamato com’era di calcio si fa spazio a suon di gol in una neopromossa in serie A. Poi perché il suo arrivo a Torino fu un blitz di mercato che fece scalpore, protagonisti il mitico sciur Borghi dell’Ignis e “l’avvocato“, una vagonata di milioni (all’epoca, in lire) e una fornitura di compressori per frigoriferi, roba davvero d’altri tempi. Così come d’altri tempi fu l’amore dei tifosi per Pietruzzu che divenne un’icona per una generazione di emigrati arrivati al Nord per lavoro. Altri tempi, altro calcio. «Ti ricordi...».

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