Milano, 17 giugno 2019 

DOMANDA

I tifosi dell’Inter hanno protestato, ma alla fine la “tempesta” si è risolta in un bicchiere d’acqua. Quelli della Juve faranno altrettanto, mentre quelli della Roma hanno ormai finito i fazzoletti. Se il calcio femminile ci sta regalando una favola, con le Azzurre che comunque vada hanno scavato un solco importante, il calcio dei club di serie A sta mettendo in scena uno spettacolo che divide la critica: pur di vincere e fare business non guarda in faccia a nessuno. A chi piace...

Alfredo P., Milano

RISPOSTA

C'è da andare nel pallone. Vero che quando si parla di calcio non si deve mai dimenticare che si parla di un gioco i cui protagonisti sono anche ben pagati, ma gli eventi di questo principio d’estate stanno stravolgendo i canoni di uno sport che col passare del tempo non ha più neppure i prezzi del biglietto da “popolari”. Sarri alla Juve, Conte all’Inter, Totti che lascia la Roma. Un viavai di novità salutato dai mugugni di chi a certi colori è legato da un sentimento. Moto d’animo ormai non più previsto dagli schemi del calcio moderno che guarda più a vittorie e bilanci che al resto. Business insomma, perché è un gioco da professionisti nel quale anche i tifosi - quelli che dovrebbero metterci la passione - sono interessati a un solo obiettivo: vincere, sempre. Non importa chi porta la bandiera.