Milano, 14 ottobre 2021 - 

LETTERA 

Caro Direttore, siamo arrivati alla fatidica data del 15 ottobre. Chi non ha il Green pass o un tampone valido non può entrare al lavoro. Parliamo di centinaia di migliaia di persone. Se tutte si ritrovassero senza stipendio, perché sospese dal lavoro, si aprirebbe un’emergenza paurosa. Non riesco a pensarci. Paolo, da ilgiorno.it

RISPOSTA

Il problema esiste e preoccupa le istituzioni e la politica prima ancora dei datori di lavoro, chiamati a far rispettare con inflessibilità le regole imposte dal governo. Le proteste annunciate non sono meno preoccupanti. Un blocco delle attività da parte degli autotrasportatori e dei portuali avrebbe sicuramente conseguenze. In generale, la situazione non è uniforme in tutt’Italia. Se guardiamo la Lombardia, qui il numero dei vaccinati sfiora il 90 per cento. Significa che ad essere ancora sprovvista di Green pass è davvero una minoranza di lavoratori. Dunque non si dovrebbero registrare molti casi di persone sospese dal servizio. Più che di paralisi di attività, specie nel settore pubblico, si potrà parlare di qualche disagio. Il tema però non è affrontare la giornata di domani, ma tutte quelle che seguiranno. E che metteranno perciò a dura prova le capacità organizzative di uffici e aziende. Fondamentale sarà riuscire a convincere chi non l’ha ancora fatto a vaccinarsi. L’obbligo del Green pass non è eterno. In questa fase, però, opporsi non aiuta ad arrivare a una ripartenza completa di tutti i settori. mail:sandro.neri@ilgiorno.net