LETTERA:

Detto che di soldi e sostegni ancora non si è vista l’ombra, detto che alla fine viene di fatto concesso di chiedere prestiti e di allungarne nel tempo il pagamento, non mi pare che per chi come me ha una azienda artigiana ci sia molto altro. Non vorrei che alla fine chi era piccolo risulti più piccolo. Dante M., Como

RISPOSTA:

Più si pigia sull’acceleratore della ripresa, più cresce un sospetto che alla fine quella valanga di denaro messo a disposizione (400 miliardi, in fin dei conti dei contribuenti) possa finire in rivoli che nulla hanno a che vedere con una vera ripresa del Paese. È stato così in passato, sarebbe terribile se accadesse lo stesso dopo un evento che sicuramente segnerà questa epoca. Qual è il rischio? Che il sostegno finisca nelle mani di chi ne ha meno bisogno e finisca con lo snobbare chi invece farà fatica a rialzarsi. Inevitabile quindi che ci siano norme poste a tutela di tutti, il cui rispetto va verificato. In nome della velocità non si può sacrificare quello che è lo scopo di tutti questi fondi, dare una mano a tutti, tra l’altro finendo con il gravare su un debito che ha già ipotecato il futuro di parecchie generazioni a venire e altrettanto farà questa manovra. Perché alla fine ci si dovrà rialzare con le proprie forze, l’importante è che siano garantite pari opportunità a tutti. ivano.costa@ilgiorno.net