Milano, 6 aprile 2020 -

DOMANDA:

Spero si capisca che il sistema sanitario va rivisto. È stato pensato con l’illusione di poter tenere tutto sotto controllo con calcoli al risparmio. Così oggi oltre a rimetterci i colpiti dal virus ci sono anche persone che seguivano delle cure che non possono più ricevere per l’emergenza. Gianni A., Milano

RISPOSTA:

Statistiche alla mano si dice che questo virus abbia una bassa mortalità rispetto a una contagiosità molto elevata. Questo almeno quello che emerge da “curve” e percentuali, ma questo aspetto anziché rassicurare dovrebbe costituire un ulteriore campanello d’allarme perché dimostra che questa infezione riesce ad avere effetti collaterali che sono devastanti al pari della sua letalità. Lo hanno e lo stanno sperimentando sulla loro pelle gran parte dei lombardi. Il contagio si è sviluppato a ritmi talmente elevati che ha mandato in tilt il sistema sanitario - e questo non si può nascondere -, tanto che sono state bloccate tutte le prestazioni che non fossero legate all’emergenza coronavirus e se ancora si sta polemizzando sul fatto che vengono effettuati pochi tamponi per cui non si sa ancora con esattezza quanti sono stati colpiti dal virus e hanno superato la crisi a casa o a casa sono morti per il virus, è altrettanto vero che non si sa quante persone si sono perse o si sono aggravate perché tutti gli sforzi sono stati concentrati sulla epidemia diventata pandemia. È un aspetto da tenere conto quando si dovrà inevitabilmente preparare la sanità a reggere una seconda ondata.  ivano.costa@ilgiorno.net