Milano, 17 ottobre 2020 - 

LETTERA 

No, anche la barriera corallina. Ci dicono che si sta sgretolando. Addio sogni esotico-pensionistici. E non è colpa del Covid che adesso minaccia da vicino il Natale, è colpa nostra. Ci stiamo precludendo la meno rischiosa realtà virtuale: il sogno. Riccardo T., Como

RISPOSTA

Non bastasse il sogno infranto del Natale “tutti in famiglia”, viste le previsioni anti-Covid, ci stiamo giocando anche un altro sogno. Alzi la mano chi non ha mai pensato, in un momento così difficile, di poter magari essere in pensione, lontano dall’incubo-lavoro e in un luogo incontaminato, magari su un’isola a bearsi della barriera corallina. Banale? Può essere, ma in un momento simile un latente desiderio di fuga c’è in tutti. Via, via dai problemi. Peccato che di questo passo negli anni a venire diventerà un ricordo il sogno di “esplorare” la grande barriera corallina. Semplicemente perché questo spettacolo della natura in un continente ancora carico di fascino come l’Australia si sta sgretolando. Dal 1995 ad oggi la popolazione di coralli si è dimezzata e la salute delle colonie che resistono non è delle migliori. Possono tornare a ripopolare lo spettacolare argine oceanico, ma hanno bisogno di un nostro aiuto. Quale? Diminuire la produzione di gas serra. Se vogliamo continuare a sognare...