Cesano Boscone (Milano=, 19 aprile 2017 - Si cambia regia. Mesi di attesa, ma finalmente il Piano di zona può ripartire. A dirigere l’orchestra sarà il Comune di Cesano Boscone che prende il posto di Corsico come ente capofila del Piano. A deciderlo, l’assemblea dei sindaci che ha approvato all’unanimità, a novembre, il trasferimento. Cos’è esattamente il Piano di zona? E perché è così importante per i Comuni che aderiscono? «Si tratta di uno strumento di programmazione dei servizi e degli interventi sociali del territorio distrettuale 3, ex Asl Milano, che ora si chiama ATS Città Metropolitana – spiega il sindaco di Cesano Boscone Simone Negri –. Un distretto che comprende anche Assago, Buccinasco, Corsico, Cusago e Trezzano sul Naviglio». In sostanza, il Piano di zona raggruppa i comuni che possono, insieme, partecipare in modo integrato per fornire servizi, ma anche organizzare iniziative e, soprattutto, prendere parte ai bandi per ottenere fondi per i progetti. Risultato: le risorse a disposizione sono ottimizzate e si evita di frammentarle. In particolare, quando si parla di Piano di zona vengono in mente tutte le iniziative e progetti che riguardano le fasce più deboli, gli anziani, i disabili, le fragilità in generale che hanno bisogno di assistenza. Tra i compiti del Piano di zona, infatti, c’è anche quello di analizzare i bisogni e i problemi della popolazione, mettendo in campo tutta una serie di strategie per affrontarli, a partire dalla mobilitazione delle risorse professionali, personali, strutturali, di volontariato, ma soprattutto economiche.

Il passaggio successivo è quello di definire obiettivi e priorità per i tre anni di durata del Piano: in pratica, capire dove destinare le risorse. Risorse che arrivano anche dalla partecipazione ai bandi della Regione e alle relative possibilità di finanziamento. «Dobbiamo permettere all’ufficio di Piano di uscire dalle secche degli ultimi mesi, per rimettersi al pari con i vari adempimenti che sono in ritardo», puntualizza Negri. Dai banchi dell’opposizione corsichese, infatti, si era sollevato il problema di un «immobilismo nelle procedure che aveva penalizzato gli utenti bisognosi». Ora, Negri assicura «un rilancio del welfare locale con la nuova direzione, con l’obiettivo di avere più servizi. Anche grazie alla presenza dell’Istituto Sacra Famiglia – sottolinea il sindaco –, ci caratterizzeremo sempre più come polo del settore socio-sanitario del territorio».