Cusano Milanino, 31 dicembre 2017 - Per una mattina Cusano Milanino è stata attonita spettatrice di un confronto politico a distanza che non ha precedenti recenti. Come previsto da Comune e Questura di Milano, ieri mattina si è tenuto il banchetto degli attivisti di CasaPound. Un piccolo gruppo di militanti ha sostato in piazza XXV Aprile, volantinando e raccogliendo firme di adesione. Tutto si è svolto senza difficoltà. Sul fronte opposto, un centinaio di persone, per lo più aderenti all’Anpi e ai partiti del centrosinistra del Nord Milano, si è datoi appuntamento nella piazza antistante il municipio. Un «presidio democratico», lo hanno definito, che aveva come obiettivo quello di contrapporsi, se pure a distanza, alla presenza del partito di estrema destra nella città giardino. In mezzo, tanti cusanesi, che come di consueto hanno sfruttato il sabato mattina per passeggiare e fare la spesa e che con difficoltà hanno compreso il motivo che ha portato tanta polizia e carabinieri a presidiare le strade della città giardino.

Non si sono  vissuti momenti di tensione. Anche perché la Questura, pur autorizzando il banchetto di CasaPound, ha disposto che venisse spostato da piazza Allende (di fronte alla sede del Pd) a piazza XXV Aprile, distante quasi un chilometro dal luogo scelto per la manifestazione antifascista. In piazza, insieme ai militanti dell’Anpi e della sinistra, c’erano anche il sindaco Lorenzo Gaiani e diversi esponenti politici dei Comuni di Cinisello, Bresso, Cormano e Paderno Dugnano. Qualcuno ha tentato fino all’ultimo di ottenere dalla Questura la revoca dell’autorizzazione per CasaPound, ma le forze dell’ordine hanno evitato qualsiasi attrito che avrebbe potuto dare esiti ben diversi.

Sebbene Cusano sia una città dove negli ultimi anni gli assetti dell’amministrazione comunale sono cambiati ripetutamente con l’alternanza centrosinistra- centrodestra, un confronto come questo non si era mai avuto in tempi recenti. Qualche anziano della sinistra locale ricorda che nel 1969 l’Msi aveva tentato di organizzare un comizio elettorale in piazza Allende, dinanzi a quella che un tempo era la sede del Pci. I politici sul palco vennero fermati da fischi e urla.