Cologno Monzese (Milano), 16 aprile 2017 - Uno scheletro ancora senza un nome né una storia, trovato nella boscaglia a pochi passi dalle abitazioni alla periferia di Cologno Monzese, città di oltre 55mila abitanti alle porte di Milano. I resti di un corpo del quale per tanto tempo si sono perse le tracce, fino alla macabra scoperta. Da lunedì pomeriggio, quando due ragazzini di 12 anni hanno scoperto quelle ossa composte sul terreno di una zona boscosa ai margini di via Mascagni, si è aperto un vero giallo che ancora fatica a trovare una soluzione. «I cani sono scappati nel bosco, noi li abbiamo seguiti perché non tornavano», hanno raccontato i ragazzi ai carabinieri. «Da lontano sembravano sassi, invece quando ci siamo avvicinati abbiamo capito che erano ossa», hanno spiegato. Le ossa erano appoggiate sul terreno, tra alberi rigogliosi, in una zona che si trova a un centinaio di metri dalle case. A portare i due ragazzini fin lì sono stati i loro cani. Possibile che nessuno, prima di lunedì, si sia inoltrato tra gli alberi e i cespugli di un’area frequentata? Dai primi rilievi, condotti dai carabinieri di Sesto San Giovanni e Monza, pare che il corpo si sia decomposto in quel luogo; insomma, le ossa non sarebbero state portate lì in un momento successivo.

Ciò significa che la morte potrebbe essere avvenuta sul posto. Oppure il cadavere potrebbe essere stato portato lì poco dopo la morte. Sebbene intorno alle ossa siano state trovate tracce di brandelli di vestiti, tra cui un pantalone a pinocchietto di colore chiaro, non è stato ancora possibile definire se quelle ossa sono di un uomo o di una donna. I carabinieri attendono gli esiti dell’esame affidato all’Istituto di medicina legale di Milano, dove sono state portate le ossa. Gli investigatori stanno esaminando i fascicoli sui casi di scomparsa avvenuti negli ultimi anni nell’area a Nord di Milano. Tra questi c’è sicuramente anche il nome di Francesca Benetti, l’insegnante colognese di 54 anni scomparsa il 4 novembre 2013 nel Grossetano, dove viveva da circa un anno. È stato condannato all’ergastolo per omicidio il fattore Antonino Bilella, ma il corpo non è stato mai ritrovato. Dunque anche il suo nome, sebbene l’ipotesi sia per ora solamente una suggestione, entra a pieno titolo nel novero degli scomparsi. Se venisse accertato che quelle ossa appartengono a lei, verrebbe in gran parte riscritta la storia di quell’omicidio.