Settimo Milanese (Milano), 31 ottobre 2015 - "Non sussistono i motivi per proporre alla Commissione di aprire un procedimento nei confronti dell’Italia per violazione del diritto dell’Unione Europea". È questa in sintesi la risposta inviata da Bruxelles a Nicola Faifer di Cornaredo, portavoce del Comitato "No Interconnector". I cittadini, lo scorso gennaio, si erano rivolti alla Commissione Ue denunciando che "il procedimento avviato da Terna SpA per la realizzazione della linea elettrica di interconnessione tra Italia e Svizzera è carente rispetto alle previsioni normative di recenti Regolamenti europei in tema".

La Commissione dopo una prima lettera con la quale chiedeva tempo per approfondire il progetto e tutti i dubbi sollevati, nei giorni scorsi ha inviato una seconda lettera con la risposta: non c’è stata nessuna infrazione dei regolamenti comunitari da parte dell’Italia e di Terna spa nella procedura autorizzatoria del progetto. Ma, aggiunge la Commissione nella risposta, "qualora lei (Nicola Faifer, ndr) venisse a conoscenza di nuovi elementi atti a dimostrare la sussistenza di un’infrazione alla normativa dell’Unione, le saremmo grati se volesse comunicarli sollecitamente".

Anche questa carta giocata dai cittadini e dal territorio per bloccare il progetto Interconnector, dunque, per il momento non ha dato il risultato auspicato. L’iter del progetto, che prevede la realizzazione di una nuova linea dell’alta tensione con una stazione di conversione proprio accanto a quella esistente, a Settimo Milanese, vicino all’abitato di Seguro, non avrebbe violato nessun regolamento comunitario.

"La risposta della Commissione risulta in parte tardiva e non soddisfa le legittime esigenze di chiarezza e trasparenza dovute nel caso di progetti energetici inutili fortemente impattanti sul territorio - dichiara Faifer, rappresentante del Comitato -. La nota riporta un fondamentale dato temporale inesatto che fa sostenere all’Unione Europea la non applicabilità di una procedura di infrazione comunitaria. Noi abbiamo già inviato una lettera di replica con le nostre osservazioni. Per avere una rettifica alla prima lettera della Commissione e ribadire che è necessaria l’apertura di un procedimento di infrazione comunitaria, sono stati attivati i parlamentari del Movimento 5 Stelle, in tutte le sedi, anche quella del parlamento di Bruxelles".

I cittadini "No Interconnector" vanno dunque avanti e intendono rivolgersi a tutti gli organi della giustizia europea. "In un prossimo convegno spiegheremo ai cittadini come queste opere di interconnessione elettrica, oltre ad essere inutili, costano 3 miliardi di euro. Altro canone a carico dei cittadini?", conclude il portavoce.