Rho (Milano), 11 giugno 2017 - Realizza in modo “sartoriale” vetture su misura. “Veste” al meglio il gusto di chi le guida. Nel 2016 ha festeggiato i suoi primi novant’anni con una nuova fuoriserie e in questi giorni sta esponendo in anteprima nazionale l’Artega Scalo Superleggera al Salone dell’Auto di Torino, una macchina che sarà costruita in una serie limitata di 50 unità. È la Carrozzeria Touring Superleggera di Terrazzano, un vero e proprio atelier capace di trasformare i sogni in auto veloci, sinuose, eleganti e soprattutto esclusive.

L’atto costituivo della Carrozzeria è datato 25 marzo 1926, con sede in via Ludovico da Breme 11 a Milano: Felice Bianchi Anderloni e Gaetano Ponzoni inaugurarono a Milano un atelier di fuoriserie e auto ad alte prestazioni. Secondo gli esperti del settore automobilistico "Touring Superleggera è un affare per soli intenditori", non tanto per la tiratura limitata degli esemplari che escono dalle sue officine quanto per il grado di cultura e senso artistico necessari ad “assaporare” ogni centimetro di lamiera che riveste i capolavori nati dalla matita dello stilista meneghino. In poco tempo diventa il fulcro dell’attività automobilistica milanese distinguendosi per la sua capacità di realizzare pezzi unici e su misura. Tra i primi modelli progettati da Touring ci sono l’Isotta Fraschini Flying Star (1931), l’Alfa Romeo 2500 Villa D’Este (1949), la Ferrari 166 MM barchetta (1949), l’Aston Martin DB4 e DB5 (1958) e la prima Lamborghini 350 Gt del 1963.

Qualche anno dopo, nel 1966 la Touring chiude, il marchio resta “silente” fino al 2007 quando l’attività riprende: "Quando abbiamo riaperto non era più possibile fare auto su misura con le tecniche di una volta - dichiara Piero Mancardi, Ceo di Touring Superleggera - abbiamo mantenuto il Dna aziendale, i valori che l’avevano resa celebre, dando continuità allo stile elegante e senza tempo che l’aveva caratterizzata. Però abbiamo abbinato le tecniche artigianali alla più moderna ingegneria. Touring è un marchio leggendario a cui sono legati personaggi e storie. Aver risvegliato questo patrimonio è stato motivo di grande soddisfazione".

Il termine “Superleggera” deriva dalla tecnica presa in prestito dall’aeronautica e fondata su tubi d’acciaio e pannelli in alluminio, che consente di rendere la carrozzeria meno pesante. Tradizione e innovazione, "noi investiamo continuamente su giovani che diventeranno i maestri di domani anche se in Italia facciamo fatica a trovare ragazzi con le competenze professionali necessarie perché non ci sono scuole che li preparano". In officina il “battilastra”, capace di plasmare l’alluminio a suon di martellate, è un giovane che arriva da Grenoble. Il capo design del centro stile è il belga Louis De Fabri Beckers. C’è anche un reparto restauro dove Andrea Dragoni fa miracoli su auto che vengono completamente smontate e rimesse a nuovo.

Pezzi unici disegnati e costruiti nella sede di via Per Arese con abilità manuali al di fuori dell’ordinario, dal battilastra ai saldatori, dai responsabili dell’assemblaggio ai designer. Ma cosa spinge un appassionato facoltoso farsi costruire un’auto su misura? "È lo stesso principio per cui uno si fa una casa, una barca o gli abiti su misura, perché sul mercato non c’è niente che lo soddisfa - risponde l’amministratore delegato - da noi ha un intero centro design a sua disposizione e uno staff di persone con le quali confrontarsi per creare qualcosa che resterà unico".