Monza, 13 giugno 2017 - A Monza si gioca tra due settimane il più classico dei derby della politica e, dopo il primo round di domenica notte, si riparte esattamente da un pareggio tra rossi e azzurri. Centrosinistra contro centrodestra e tutti gli altri, a partire dai 5 Stelle, lasciati a gran distanza, e come protagonisti i due politici che da un ventennio almeno si sfidano dai fronti opposti della città e che il 25 giugno arriveranno allo spareggio con solo 35 voti di scarto su quasi 40mila che hanno incassato assieme. Il primo turno si è chiuso con 19.344 voti per Dario Allevi, pari al 39,84% per il candidato di centrodestra, e 19.379 voti per Roberto Scanagatti, pari al 39,91% per il sindaco uscente dell’Amministrazione di centrosinistra.

Nella distribuzione dei voti la coalizione di centrodestra, allargata a 5 liste ma soprattutto unita rispetto al 2012 quando la Lega Nord andò separata dagli azzurri, ha fatto da rete raccogliendo consensi tra le sue forze: la Lega Nord ha superato Forza Italia come secondo partito della città con il 14.21% rispetto al 12,97% degli azzurri, quindi la lista Noi con Allevi ha preso il 6,6%, Fratelli d’Italia il 3,9% e Monza Futura l’1,9%. Nella coalizione di centrosinistra c’è invece la leadership indiscussa del Pd, primo partito della città, con oltre un quarto dei voti dei monzesi pari al 29.74%, mentre seguono a distanza le liste civiche Monza X Scanagatti al 6,6% e LabMonza al 2,99%. Terza forza della città è il Movimento 5 Stelle ma lontano dalle prime due coalizioni e, soprattutto, ridimensionato rispetto al 10% circa con cui aveva debuttato in città nel 2012: la lista guidata candidato grillino Danilo Sindoni si è fermata al 7,9% e, a seconda dei calcoli di ripartizione dei seggi, avrà uno o due consiglieri comunali eletti. Quarta forza è CivicaMente con il 4,8% anche se con il candidato Paolo Piffer è di poco dietro al risultato di Pierfranco Maffé al 5,2% ma ottenuto con due liste a suo sostegno: Monza con Maffé al 4,3% e Io Cambio allo 0,8%. Ma sia per Piffer sia per Maffé sembra molto probabile la riconferma di un seggio in Consiglio comuale.

Chi invece non avrà rappresentanza in aula sono le liste Sinistra Alternativa di Michele Qiuitadamo all’1,3% e il Popolo della Famiglia di Manuela Ponti all’1,2%. Nella classifica dei candidati che hanno avuto più preferenze personali nelle liste, anche a questo turno, dopo quelli dei tempi di Faglia e di Mariani, è sempre l’assessore uscente del Pd Antonio Marrazzo il più votato: da oltre un quindicennio è colori che supera tutti alle comunali, anche se stavolta arriva a 586 preferenze, meno della metà delle oltre mille che invece incassava gli anni passati. Seconda con 483 preferenze la vicesindaco uscente e capolista del Pd, Cherubina Bertola, quindi il primo del centrodestra Massimiliano Longo di Forza Italia con 478 preferenze, seguito da Andrea Arbizzoni di Fratelli d’Italia con 455 preferenze, e poi Paolo Pilotto del Pd con 372 preferenze.