Cassano d'Adda (Milano), 27 dicembre 2017 - Il ricorso al Tar in difesa del Parco Adda Nord, guidato dal sindaco Roberto Maviglia, stupisce non solo l’opposizione politica ma anche alcuni componenti della maggioranza. La vicenda giudiziaria in cui sono coinvolti l’ex direttore del Parco Adda Nord Giuseppe Minei e due funzionari dell’ente e la successiva nomina del commissario Giovanni Bolis, ha fatto temere in città la presenza di eventuali ostacoli di percorso sul proseguo del progetto di recupero della ex area Linificio giunto ad soluzione dopo circa 40 anni di dibattiti. Un interrogativo che nasce dal ricorso presentato al Tar da 9 Comuni, capofila quello di Cassano d’Adda, con la quale si chiede l’annullamento della nomina commissariale emessa con il decreto di Regione Lombardia. La minoranza politica, compatta, si domanda quale fosse l’interesse del comune cassanese per guidare il ricorso al Tar, un chiarimento che finisce nella richiesta di un ordine del giorno, da discutere nel prossimo Consiglio comunale.

"Intanto una simile decisione - si legge nel documento presentato dall’opposizione politica - eticamente e moralmente avrebbe, quantomeno, richiesto un dibattito in Consiglio comunale. In questa vicenda, ci si chiede quali siano gli interessi del comune di Cassano d’Adda da difendere mettendo mano alle casse comunali". In attesa della decisione del Consiglio comunale, Dall’Alauda srl società proprietaria dell’area, escludono qualsiasi possibilità che possa impensierire il progetto di recupero del Linificio legata alla vicenda del Parco Adda Nord. "Credo che la motivazione sulla decisione di fare ricorso sia solo politica - ha spiegato l’imprenditore Fausto Crippa -. La vicenda del Parco Adda Nord non può in nessun modo interferire con il proseguo dell’opera edilizia. Semmai, vi fossero stati documenti che mettevano in discussione l’approvazione dei progetti presentati, di sicuro lo avremmo saputo, invece, non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione in merito, siamo tranquilli. Lo scorso mese di giugno, con il Comune è stata firmata la convenzione, un atto che ci mette al riparo da queste discussioni politiche. Con la firma di quel documento, direi che la parte tecno-burocratica con gli enti pubblici è da considerarsi terminata, ora, ci stiamo organizzando per dare inizio ai lavori. La crisi che attanaglia il settore dell’edilizia di certo non ci aiuta a fare partire i lavori, tuttavia, contiamo di cominciare nei prossimi sei mesi".

Secondo l’imprenditore nulla può, dunque, fermare più il cammino della rinascita dell’area in cui era presente l’ex Linificio Canapificio Nazionale, 140mila metri quadrati su cui sorgeranno costruzione abitative residenziali; strutture per attività commerciali e produttive. Non mancheranno gli spazi per la cittadinanza con parchi immersi nel verde della natura e zone museali dove sarà illustrata la storia di quel luogo.